Yentreve - 56cps Gastrores 20mg

Dettagli:
Nome:Yentreve - 56cps Gastrores 20mg
Codice Ministeriale:036581015
Principio attivo:Duloxetina Cloridrato
Codice ATC:N06AX21
Fascia:C
Prezzo:82.5
Lattosio:Senza lattosio
Produttore:Eli Lilly Italia Spa
SSN:Non concedibile
Ricetta:RR - ricetta ripetibile art.88 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco etico
Forma:Capsule rigide gastroresistenti
Contenitore:Blister
Iva:10%
Temp. Conservazione:Non superiore a +30 gradi, luogo asciutto
Scadenza:36 mesi

Denominazione

YENTREVE 20 MG CAPSULE GASTRORESISTENTI

Formulazioni

Yentreve - 56cps Gastrores 20mg

Categoria farmacoterapeutica

Antidepressivi.

Principi attivi

Ogni capsula contiene 20 mg di duloxetina (come cloridrato).

Eccipienti

Contenuto della capsula: ipromellosa, ipromellosa acetato succinato, saccarosio, granuli di zucchero, talco, biossido di titanio (E171), trietilcitrato. Involucro della capsula: gelatina, sodio laurilsolfato, biossido di titanio (E171), indigo carmine (E132), inchiostro nero commestibile. Inchiostro commestibile: ferro ossido sintetico nero (E172),glicole propilenico, shellac.

Indicazioni

Il prodotto e' indicato nelle donne per il trattamento dell'Incontinenza Urinaria da Sforzo (SUI) di entita' da moderata a grave. E' indicato negli adulti.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Epatopatia con alterazione della funzionalita' epatica. Non usare in combinazione con gli Inibitori della Monoamino Ossidasi (IMAO) non selettivi ed irreversibili. Non usare in associazione con inibitori del CYP1A2, come fluvoxamina, ciprofloxacina o enoxacina poiche' tale associazione determina concentrazioni plasmatiche elevate di duloxetina.Grave alterazione della funzionalita' renale (clearance della creatin ina < 30 ml/min). L'inizio del trattamento con e' controindicato nellepazienti con ipertensione non controllata, che potrebbe esporre le pa zienti ad un potenziale rischio di crisi ipertensiva.

Posologia

Il dosaggio raccomandato e' 40 mg due volte al giorno da assumere indipendentemente dai pasti. Dopo 2-4 settimane di trattamento, le pazienti devono essere rivalutate al fine di stabilire il beneficio e la tollerabilita' della terapia. Alcune pazienti possono trarre beneficio da un trattamento iniziale con un dosaggio di 20 mg due volte al giorno per due settimane prima di aumentare al dosaggio raccomandato di 40 mg due volte al giorno. Questa modulazione del dosaggio puo' diminuire, ma non eliminare, il rischio di comparsa di nausea e capogiro. Tuttavia, i dati disponibili che supportano l'efficacia del prodotto al dosaggio di 20 mg due volte al giorno sono limitati. In studi controllati con placebo l'efficacia del farmaco non e' stata valutata per periodi ditempo superiori a 3 mesi. Il beneficio del trattamento deve essere va lutato nuovamente ad intervalli di tempo regolari. L'associazione del medicinale con un programma di esercizio della muscolatura del pavimento pelvico (PFMT) puo' risultare piu' efficace di ciascun trattamento da solo. Si raccomanda di prendere in considerazione il contemporaneo esercizio della muscolatura del pavimento pelvico. >>Alterazione dellafunzionalita' epatica. Il prodotto non deve essere usato nelle donne con epatopatia con alterazione della funzionalita' epatica. >>Alterazione della funzionalita' renale. Nelle pazienti con lieve o moderata disfunzione renale (clearance della creatinina da 30 a 80 ml/min) non e'necessario un aggiustamento del dosaggio. Non usare nelle pazienti co n alterazione grave della funzionalita' renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). >>Popolazione pediatrica. Non e' stata studiata la sicurezza ed efficacia di duloxetina nel trattamento dell'incontinenzaurinaria da sforzo. Non ci sono dati disponibili. >>Pazienti anziane. Si deve osservare cautela nel trattamento delle pazienti anziane. >>S ospensione del trattamento. La sospensione brusca deve essere evitata.Quando si interrompe il trattamento con il prodotto la dose deve esse re gradualmente ridotta in un periodo di almeno una-due settimane alloscopo di ridurre il rischio di comparsa di reazioni da sospensione. S e a seguito della riduzione della dose o della sospensione del trattamento si presentino sintomi intollerabili, e' da tenere in considerazione la possibilita' di riprendere il trattamento con la dose precedentemente prescritta. Successivamente, il medico puo' decidere di continuare a ridurre la dose in maniera piu' graduale. >>Modo di somministrazione. Per uso orale.

Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'. Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

Avvertenze

Usare con cautela nelle pazienti con una storia di mania o una diagnosi di disturbo bipolare e/o convulsioni. L'uso in associazione con antidepressivi (specialmente con gli Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRI), gli Inibitori della Ricaptazione della Serotonina/Noradrenalina (SNRI) e gli IMAO reversibili) non e' raccomandato. Le reazioni avverse possono essere pi? comuni durante l' associazione con preparazioni a base di piante medicinali contenenti Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum). E' stata riportata midriasi; usare con cautela in pazienti con aumentata pressione intraoculare, o a rischio di glaucoma acuto ad angolo chiuso. In alcune pazienti duloxetina e'stata associata con un aumento della pressione arteriosa e ad iperten sione clinicamente significativa. Questo effetto puo' essere dovuto almeccanismo sul sistema noradrenergico. Sono stati riportate crisi ipe rtensive, soprattutto nelle pazienti con ipertensione pre-esistente. Pertanto, nelle pazienti con diagnosi di ipertensione e/o altra patologia cardiaca, effettuare un monitoraggio pressorio, soprattutto duranteil primo mese di trattamento. Usare con cautela nelle pazienti le cui condizioni cliniche potrebbero risultare compromesse da patologie che comportano un aumento della frequenza cardiaca o della pressione arte riosa. Usare con cautela in concomitanza a medicinali che possono alterarne il metabolismo. In pazienti che durante terapia con duloxetina presentano un aumento della pressione arteriosa persistente nel tempo considerare una riduzione della dose o una graduale sospensione del trattamento. Non iniziare la terapia nelle pazienti con ipertensione arteriosa non controllata. Nelle pazienti con grave alterazione della funzionalita' renale in emodialisi (clearance della creatinina < 30 ml/min) le concentrazioni plasmatiche di duloxetina risultano aumentate. Sono state segnalate manifestazioni emorragiche come ecchimosi, porpora ed emorragia gastrointestinale. Si consiglia cautela nelle pazienti chestanno assumendo anticoagulanti e/o medicinali noti per avere effetti sulla funzione piastrinica e nelle pazienti con predisposizione accer tata al sanguinamento. I sintomi da sospensione sono comuni dopo interruzione del trattamento soprattutto se cio' avviene in modo rapido. Ilrischio di sintomi da sospensione osservati con gli SSRI e gli SNRI p ossono dipendere da molteplici fattori, inclusi la durata, la dose deltrattamento e la velocita' di riduzione della dose. Generalmente ques ti sintomi sono di intensita' variabile, da lieve a moderata, tuttaviain alcune pazienti possono essere di intensita' grave. Abitualmente q uesti sintomi si manifestano entro i primi giorni dalla sospensione del trattamento, ma ci sono state segnalazioni piuttosto rare di sintomicomparsi dopo mancata assunzione di una singola dose. Generalmente si tratta di sintomi auto-limitanti che abitualmente si risolvono entro 2 settimane, anche se talvolta possono essere prolungati (2-3 mesi o pi?). Si consiglia pertanto che la duloxetina venga gradualmente ridotta in un periodo non inferiore alle 2 settimane prima della sospensionedel trattamento, secondo le necessita' della paziente. Durante la som ministrazione e' stata riportata iposodiemia, inclusi casi con sodiemia inferiore a 110 mml/l. L'iposodiemia puo' essere dovuta ad una sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH). La maggioranza dei casi di iposodiemia sono stati riportati negli anziani, soprattutto se collegati ad una storia recente di, o ad una condizione predisponente ad alterazioni dell'equilibrio elettrolitico. Si richiede cautela nelle pazienti ad aumentato rischio di iposodiemia, cosi'come nelle pazienti anziane, cirrotiche o disidratate, o nelle pazien ti in trattamento con farmaci diuretici. Duloxetina esiste anche come medicinale antidepressivo. La depressione si associa ad un aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio. Questo rischio persiste fino a che non si verifica una remissione significativa della malattia. Poiche' il miglioramento dei sintomi puo' non verificarsisia durante le prime settimane di trattamento che nelle settimane suc cessive, in tale periodo i pazienti devono essere strettamente monitorati. E' esperienza clinica generale che il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fasi del processo di guarigione. Monitorare i pazienti con una storia di eventi correlati al suicidio o che presentano pensieri suicidari prima dell'inizio del trattamento a causa del rischio pi? elevato di sviluppare pensieri suicidari o tentativi di suicidio. Una metanalisi degli studi clinici condotti con medicinali antidepressivi in confronto con placebo nella terapia di disturbi psichiatrici,ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nei pa zienti di eta' inferiore ai 25 anni trattati con antidepressivi rispetto al placebo. Durante la terapia con duloxetina od entro poco tempo dall'interruzione sono stati riportati casi di pensieri suicidari e comportamenti suicidari. Incoraggiare le pazienti a riferire in qualsiasimomento ogni pensiero negativo, senso di angoscia o sintomi depressiv i. Se durante la terapia la paziente presenta agitazione o sintomi depressivi, chiedere il parere di uno specialista, poiche' la depressionee' una patologia grave. Nel caso fosse necessario iniziare una terapi a farmacologica antidepressiva, sospendere gradualmente il trattamento. Non usare in bambini e adolescenti di eta' sotto i 18 anni; poiche' comportamenti correlati al suicidio ed atteggiamento ostile sono statiosservati pi? frequentemente. Se, in base alla necessita' clinica, il trattamento viene comunque iniziato, monitorare il paziente attentame nte per la comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, nei bambini e negliadolescenti non esistono dati di sicurezza a lungo termine relativi a lla crescita, alla maturita' ed allo sviluppo cognitivo e comportamentale. Duloxetina viene usata per differenti indicazioni (trattamento del dolore neuropatico diabetico, disturbo depressivo maggiore, disturbod'ansia generalizzato eincontinenza urinaria da sforzo). L'uso contem poraneo di pi? di uno di questi prodotti deve essere evitato. Con duloxetina sono stati riportati casi di danno epatico, con marcati aumentidei valori degli enzimi epatici (> 10 volte il limite normale superio re), epatite ed ittero. La maggior parte dei casi si e' verificata durante i primi mesi di trattamento. Il tipo di danno epatico e' stato essenzialmente epatocellulare. Duloxetina deve essere usata con cautela nelle pazienti in trattamento con altri medicinali che si associano adun danno epatico. L'uso di duloxetina e' stato associato con lo svilu ppo di acatisia; in questo caso l'aumento della dose puo' essere dannoso. Contiene saccarosio.

Interazioni

Inibitori della Monoamino Ossidasi: a causa del rischio di comparsa della sindrome serotoninergica, duloxetina non deve essere usata in associazione con gli IMAO non selettivi ed irreversibili, o almeno entro i14 giorni immediatamente successivi alla sospensione del trattamento con un IMAO. In base all'emivita di duloxetina, si devono attendere almeno 5 giorni dopo la sospensione del prodotto prima di iniziare un trattamento con IMAO. Inibitori del CYP1A2: poiche' il CYP1A2 e' coinvolto nel metabolismo di duloxetina, e' probabile che l'uso del farmaco in associazione con potenti inibitori del CYP1A2 determini concentrazioni piu' alte di duloxetina. La fluvoxamina (100 mg una volta al giorno), un potente inibitore del CYP1A2, ha diminuito la clearance plasmatica apparente di duloxetina di circa il 77% ed ha aumentato di 6 volte l'AUC0-t. Pertanto il prodotto non deve essere somministrato in associazione con potenti inibitori del CYP1A2 come la fluvoxamina. Medicinali per il SNC: si consiglia cautela quando il medicinale viene assunto in associazione con altri medicinali ed altre sostanze che agiscono a livello del sistema nervoso centrale, inclusi l'alcool ed i medicinalisedativi (ad esempio benzodiazepine, morfinomimetici, antipsicotici, fenobarbitale, antistaminici sedativi). Sindrome serotoninergica: in rari casi, nelle pazienti che assumono SSRI in concomitanza a medicinali serotoninergici e' stata riportata sindrome serotoninergica. L'uso del prodotto in associazione con antidepressivi serotoninergici come gli SSRI, triciclici come clomipramina o amitriptilina, venlafaxina, o triptani, tramadolo e triptofano non e' raccomandato. >>Effetti di duloxetina su altri medicinali. Medicinali metabolizzati dal CYP1A2: la farmacocinetica della teofillina, un substrato del CYP1A2, non e' risultata significativamente alterata dalla somministrazione contemporanea con duloxetina (60 mg due volte al giorno). Medicinali metabolizzati dal CYP2D6: la duloxetina e' un inibitore moderato del CYP2D6. Quando duloxetina e' stata somministrata ad un dosaggio di 60 mg due volte al giorno in associazione con una singola dose di desipramina, un substrato del CYP2D6, l'AUC di desipramina e' aumentato di 3 volte. La somministrazione contemporanea di duloxetina (40 mg due volte al giorno) aumenta l'AUC allo steady state di tolterodina (2 mg due volte al giorno) del 71% ma non influenza le farmacocinetiche del suo metabolita attivo5-idrossile, e non si raccomanda un aggiustamento del dosaggio. Si co nsiglia cautela se il prodotto e' somministrato contemporaneamente conmedicinali che sono prevalentementemetabolizzati dal CYP2D6 (risperid one, antidepressivi triciclici [TCA] come nortriptilina, amitriptilinaed imipramina) in particolare se questi hanno un basso indice terapeu tico (cosi' come flecainide, propafenone e metoprololo). Contraccettivi orali ed altri agenti steroidei: i risultati di studi in vitro dimostrano che duloxetina non induce l'attivita' catalitica del CYP3A. Non sono stati effettuati studi specifici sull'interazione del farmaco in vivo. Anticoagulanti ed agenti antipiastrinici: deve essere usata cautela quando duloxetina viene somministrata in associazione con anticoagulanti orali o con agenti antipiastrinici a causa di un potenziale aumento del rischio di sanguinamento attribuibile ad una interazione farmacodinamica. Inoltre, quando duloxetina e' stata somministrata a pazienti in trattamento con warfarin sono stati riferiti aumenti dei valoriINR. Tuttavia, la somministrazione di duloxetina in associazione a wa rfarin in condizioni di completo benessere clinico, in volontari sani,come parte di uno studio di farmacologia clinica, non ha dato luogo a d una variazione clinicamente significativa del valore INR rispetto albasale o della farmacocinetica di R- o S-warfarin. >>Effetti di altri medicinali su duloxetina. Antiacidi ed antagonisti dei recettori H2: la somministrazione contemporanea del prodotto con antiacidi contenenti alluminio e magnesio o con famotidina non ha avuto un effetto significativo sulla percentuale o dimensione dell'assorbimento di duloxetinadopo somministrazione di una dose orale di 40 mg. Induttori del CYP1A 2: studi di analisi della farmacocinetica di popolazione hanno evidenziato che i fumatori presentano concentrazioni plasmatiche di duloxetina quasi del 50% piu' basse rispetto ai non fumatori.

Effetti indesiderati

Nelle pazienti trattate durante studi clinici sulla SUI e in altre alterazioni del tratto urinario inferiore, le reazioni avverse piu' comunemente riportate sono state nausea, secchezza della bocca, affaticamento e stipsi. L'inizio delle reazioni avverse riportate si manifestava tipicamente durante la prima settimana di terapia. Comunque, la maggior parte delle reazioni avverse piu' frequenti si sono presentate da lievi a moderate e si sono risolte entro 30 giorni dalla comparsa. Valutazione della frequenza: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100), raro (>= 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000). Per ciascuna classe di frequenza, gli effettiindesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. Infezi oni ed infestazioni. Non comune: laringite. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: disturbo di ipersensibilita'; raro: reazione anafilattica. Patologie endocrine. Non comune: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: diminuzione dell'appetito; noncomune: disidratazione; iperglicemia (specialmente nei pazienti diabe tici), iposodiemia, SIADH. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia, agitazione, diminuzione della libido, ansia, disturbi del sonno; non comune: bruxismo, disorientamento, apatia, orgasmo anormale, sogni anormali; raro: comportamento suicidario o ideazione suicidaria (durante terapia o nelle fasi precoci dopo la sospensione del trattamento), mania,allucinazioni, comportamento aggressivo e ira (specialmente nelle fas i precoci del trattamento o dopo la sua sospensione). Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiro, letargia, sonnolenza, tremore, parestesia; non comune: nervosismo, disturbo dell'attenzione, disgeusia, scarsa qualita' del sonno; raro: sindrome serotoninergica, convulsioni (alcuni casi sono stati inoltre riportati dopo la sospensione del trattamento), mioclono, acatisia, irrequietezza psicomotoria, sintomi extra-piramidali, discinesia, sindrome delle gambe senza riposo. Patologie dell'occhio. Comune: visione offuscata; non comune: midriasi, deterioramento visivo, secchezza oculare; raro: glaucoma. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: vertigini; non comune: tinnito (alcuni casi sono stati inoltre riportati dopo la sospensione del trattamento), otalgia. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni, tachicardia; raro: aritmia sopraventricolare, principalmente fibrillazione atriale. Patologie vascolari. Comune: ipertensione, vampata; non comune: sincope (soprattutto all'inizio del trattamento), aumento della pressione sanguigna; raro: crisi ipertensiva, ipotensione ortostatica (soprattutto all'inizio del trattamento), estremita' fredde. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: sbadiglio; raro: costrizione alla gola, epistassi. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, secchezza della bocca, stipsi; comune: diarrea, dolore addominale, vomito, dispepsia; non comune: emorragia gastrointestinale, gastroenterite, stomatite, eruttazione, gastrite, disfagia, flatulenza,alitosi; raro: ematochezia. Patologie epatobiliari. Non comune: epati te, enzimi epatici elevati (ALT, AST, fosfatasi alcalina), danno epatico acuto; raro: insufficienza epatica, ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: aumentata sudorazione; non comune: eruzione cutanea, sudorazioni notturne, orticaria, dermatite da contatto, sudorazione fredda, aumentata tendenza a sviluppare lividi; raro: sindrome di Stevens-Johnson, edema angioneurotico, reazioni di fotosensibilita'. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: dolore muscolo-scheletrico, rigidita' muscolare, spasmo muscolare, trisma; raro: contrazione muscolare. Patologie renali e urinarie. Non comune: difficolta' ad iniziare la minzione, disuria, nicturia, pollachiuria, odore alterato delle urine; raro: ritenzione urinaria, poliuria, ridotto flusso urinario. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: emorragia a carico dell'apparato riproduttivo femminile, sintomi della menopausa; raro: disturbo mestruale, galattorrea, iperprolattinemia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: affaticamento; comune: astenia, brividi di freddo; non comune: dolore toracico, cadute (soprattutto in pazienti anziani), sensazione di anormalita', sensazione di freddo, sete, malessere, sensazione di caldo; raro: disturbo della deambulazione. Esami diagnostici. Non comune: riduzione di peso, aumento di peso, aumento della colesterolemia, aumento della creatina fosfochinasi ematica; raro: aumento della potassiemia. >>Descrizione di alcune reazioni avverse. La sospensione della terapia con duloxetina (specialmente se rapida) porta comunemente alla comparsa di sintomi da sospensione. Le reazioni piu' comunemente riportate sono capogiro, disturbi del sensorio (incluse parestesie o sensazioni tipo scossa elettrica, con particolare localizzazione cranica), disturbi del sonno(insonnia e sogni vividi), affaticamento, sonnolenza, agitazione o an sia, nausea e/o vomito, tremore, cefalea, mialgia, irritabilita', diarrea, iperidrosi e vertigini. Generalmente, per gli SSRI e gli SNRI, questi eventi sono di entita' da lieve a moderata ed auto-limitanti, tuttavia, in alcune pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Quando il trattamento non e' piu' necessario, si consiglia di effettuare una sospensione graduale della terapia mediante una progressiva riduzione della dose. Nei pazienti trattati con duloxetina l'intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca non e' risultato diverso da quello osservato nei pazienti trattati con placebo. Nei pazienti trattati con duloxetina e in quelli trattati con placebo non sono state osservate differenze clinicamente significative per le misurazioni del QT, PR, QRS, oQTcB. In tre studi clinici di fase acuta della durata di 12 settimane con duloxetina, in pazienti con dolore neuropatico diabetico, e' stat o osservato un aumento della glicemia a digiuno di lieve entita' ma statisticamente significativo nei pazienti trattati con duloxetina. Il valore di HbA1c e' risultato stabile sia nei pazienti trattati con duloxetina che in quelli trattati con placebo. Nella fase di estensione diquesti studi, durata fino a 52 settimane, c'e' stato un aumento del v alore di HbA1c in entrambi i gruppi di pazienti trattati con duloxetina e con trattamento di routine, ma l'aumento medio e' stato maggiore dello 0,3% nel gruppo trattato con duloxetina. C'e' stato anche un lieve aumento della glicemia a digiuno e del colesterolo totale nei pazienti trattati con duloxetina mentre i test di laboratorio hanno mostratouna lieve diminuzione nel gruppo sottoposto a trattamento di routine.

Gravidanza e allattamento

>>Fertilita'. Duloxetina non ha avuto effetti sulla fertilita' maschile, e gli effetti nelle femmine sono stati evidenti solo a dosi che hanno causato una tossicita' materna. >>Gravidanza. Non vi sono dati sufficienti sull'uso di duloxetina in donne in gravidanza. Studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva per l'esposizione a concentrazioni sistemiche (AUC) di duloxetina piu' basse rispetto all'esposizione clinica massimale. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Dati epidemiologici hanno suggerito che l'uso degli SSRI in gravidanza, specialmente nelle fasi avanzate della gravidanza, puo' aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistentenel neonato (PPHN). Sebbene nessuno studio abbia investigato l'associ azione di PPHN al trattamento con SNRI, questo rischio potenziale non puo' essere escluso con duloxetina, considerando il meccanismo d'azione (inibizione della ricaptazione della serotonina). Come con altri medicinali serotoninergici, sintomi da sospensione possono verificarsi nel neonato dopo un uso materno di duloxetina in prossimita' del parto. Sintomi da sospensione osservati con duloxetina possono includere ipotonia, tremore, nervosismo, difficolta' nell'allattamento, difficolta' respiratoria e convulsioni. La maggior parte dei casi si sono verificati sia alla nascita sia entro pochi giorni dalla nascita. Usare in gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio per il feto. Le donne devono essere informate di riferire al loro medico dell'inizio di una gravidanza o dell'intenzione di intraprendereuna gravidanza durante la terapia. >>Allattamento. Sulla base di uno studio effettuato su 6 donne in periodo di allattamento, che non allattavano al seno i loro bambini, e' emerso che duloxetina viene scarsamente eliminata nel latte materno. Calcolata in mg/kg, la dose infantilegiornaliera stimata corrisponde circa allo 0,14% della dose materna. Poiche' la sicurezza di duloxetina nei neonati non e' nota, il medicinale e' controindicato durante l'allattamento al seno.