Fluconazolo Zent - 10cps 100mg

Dettagli:
Nome:Fluconazolo Zent - 10cps 100mg
Codice Ministeriale:037492117
Principio attivo:Fluconazolo
Codice ATC:J02AC01
Fascia:A
Prezzo:26.63
Rimborso:26.63
Glutine:Senza glutine
Lattosio:Contiene lattosio
Produttore:Zentiva Italia Srl
SSN:Concedibile esente
Ricetta:RR - ricetta ripetibile art.88 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco generico
Forma:Capsule rigide
Contenitore:Blister
Iva:10%
Temp. Conservazione:Non superiore a +30, conservare il prodotto nella confezione originale
Scadenza:36 mesi

Formulazioni

Fluconazolo Zent - 10cps 100mg

Categoria farmacoterapeutica

Antimicotico per uso sistemico, derivato triazolico.

Indicazioni

La terapia puo' essere iniziata prima di conoscere i risultati di colture e altri studi di laboratorio, tuttavia, una volta che tali risultati siano disponibili, la terapia antinfettiva va opportunamente modificata. Fluconazolo Winthrop e' indicato per il trattamento delle seguenti patologie: Candidosi vaginale, acuta o ricorrente. Candidosi delle mucose, comprese candidosi orofaringea, esofagea e mucocutanea, infezioni broncopolmonari non invasive, nonche' candiduria tanto in pazienti normali quanto in quelli immunocompromessi. Tinea pedis, tinea corporis, tinea cruris, tinea versicolor e infezioni cutanee da Candida. Candidosi sistemiche (candidemia, candidosi disseminata, peritonite) in pazienti non neutropenici. Possono essere trattate infezioni da Candida nei pazienti con tumori, in quelli ricoverati in reparti di terapia intensiva o in terapia con farmaci citotossici o immunosoppressori. Criptococcosi, comprese meningite criptococcica e infezioni a carico di altri siti (es. polmonari, cutanee). Possono essere trattati soggetti normali e pazienti con AIDS, trapiantati, o che presentino altre cause di immunodepressione. Fluconazolo Winthrop puo' essere impiegato come terapia di mantenimento per prevenire le recidive della criptococcosi nei pazienti con AIDS. Per la prevenzione di infezioni micotiche in pazienti immunodepressi che sono a rischio a seguito di neutropenia indotta da chemioterapia citotossica o radioterapia, inclusi i pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo. Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali relative al corretto impiego dei farmaci antimicotici.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' al fluconazolo, ad altri derivati azolici o a uno qualsiasi degli eccipienti. Fluconazolo Winthrop non deve essere somministrato in concomitanza ad altri farmaci che prolungano l'intervallo QT e che vengono metabolizzati dal CYP3A4 come cisapride, astemizolo, terfenadina, pimozide e chinidina.

Posologia

Puo' essere somministrato per via orale o per infusione endovenosa. Non e' necessario modificare la dose giornaliera in caso di passaggio dalla somministrazione per via endovenosa a quella orale o viceversa. La dose giornaliera di Fluconazolo Winthrop deve essere decisa in base alla natura e gravita' dell'infezione micotica. La maggior parte dei casi di candidosi vaginale risponde a una terapia con unica somministrazione. Nel caso di infezioni che richiedano somministrazioni ripetute, la terapia deve proseguire fino a quando i parametri clinici o le analisi di laboratorio non indichino che l'infezione micotica attiva e' risolta. Un periodo di trattamento insufficiente puo' causare la recidiva dell'infezione attiva. I pazienti con AIDS e meningite criptococcica richiedono normalmente una terapia di mantenimento per la prevenzione delle recidive. Adulti. Candidosi vaginale - 150mg in somministrazione unica orale. Candidosi delle mucose. Candidosi orofaringea - la dose abituale e' di 50 mg una volta al giorno per 7 - 14 giorni. La durata del trattamento non dovrebbe superare i 14 giorni, salvo nel caso di pazienti gravemente immunodepressi. Candidosi orale atrofica nei portatori di protesi dentarie - la dose abituale e' di 50 mg una volta al giorno per 14 giorni ai quali va associata una terapia antisettica locale della protesi. Per altre candidosi delle mucose (salvo la candidosi genitale, si veda sopra), quali esofagite, infezioni broncopolmonari non invasive, candiduria, candidosi mucocutanea ecc., la dose abituale efficace e' 50 mg al giorno, somministrati per 14 - 30 giorni. Nei casi insolitamente difficili di candidosi delle mucose, la dose puo' essere aumentata a 100 mg al giorno. Per tinea pedis, tinea corporis, tinea cruris, tinea versicolor e le infezioni cutanee da Candida, la dose raccomandata e' 50 mg una volta al giorno. La durata del trattamento va di norma dalle 2 alle 4 settimane, ma la tinea pedis puo' richiedere un trattamento fino a 6 settimane. La durata del trattamento non dovrebbe superare le 6 settimane. Per la candidemia, la candidosi disseminata e altre infezioni invasive da Candida la dose abituale e' 400 mg il primo giorno seguiti da 200 mg al giorno. A seconda della risposta clinica la dose puo' essere incrementata fino a 400 mg al giorno. La durata del trattamento dipende dalla risposta clinica. Per la meningite criptococcica e le infezioni criptococciche a carico di altri siti, la dose abituale e' 400 mg il primo giorno seguiti da 200-400 mg una volta al giorno. Il trattamento della meningite criptococcica dura normalmente almeno 6-8 settimane. Per la prevenzione delle recidive di meningite criptococcica nei pazienti con AIDS, dopo il completamento del primo ciclo di terapia, Fluconazolo Winthrop puo' essere somministrato indefinitamente alla dose giornaliera di 100-200 mg. Per la prevenzione di infezioni micotiche in pazienti immunodepressi ritenuti a rischio a causa della neutropenia indotta da chemioterapia citotossica o radioterapia, la dose va da 50 a 400 mg una volta al giorno, a seconda del rischio che il paziente sviluppi un'infezione micotica. Per i pazienti ad alto rischio di infezione sistemica, per esempio coloro per i quali si prevede una neutropenia intensa o prolungata come nel caso di trapianto di midollo osseo, la dose raccomandata e' 400 mg una volta al giorno. La somministrazione di Fluconazolo Winthrop deve cominciare diversi giorni prima del previsto esordio della neutropenia, e proseguire per 7 giorni dopo che il numero di neutrofili sara' risalito al di sopra di 1000 cellule per mmcubi. Bambini e adolescenti di eta' superiore a 6 anni. Nota: per i bambini (di eta' inferiore a 6 anni), i quali potrebbero non essere in grado di deglutire le capsule, possono essere indicate altre forme di somministrazione. In assenza di alternative terapeutiche, seguire il regime posologico di seguito specificato. Come per le infezioni di natura simile dell'adulto, la durata del trattamento dipende dalla risposta clinica e micologica. Fluconazolo Winthrop viene somministrato quotidianamente in dose singola. La dose consigliata di Fluconazolo Winthrop per la candidosi delle mucose e' 3 mg/kg al giorno. Il primo giorno e' possibile somministrare una dose di carico di 6 mg/kg per raggiungere piu' velocemente i livelli allo stato stazionario. Per il trattamento di candidosi sistemica e infezione criptococcica, la dose giornaliera consigliata e' di 6-12 mg/kg, a seconda della gravita' della patologia. Per la prevenzione di infezioni micotiche in pazienti immunodepressi ritenuti a rischio a causa della neutropenia indotta da chemioterapia citotossica o radioterapia, la dose quotidiana e' di 3-12 mg/kg, a seconda dell'entita' e della durata della neutropenia indotta (si veda il dosaggio nell'adulto). Nei bambini non si deve superare la dose massima di 400 mg al giorno. Nonostante la vasta disponibilita' di dati a sostegno dell'impiego del fluconazolo nei bambini, i dati sul suo uso nella candidiasi genitale nei bambini al di sotto dei 16 anni sono limitati. Al momento, l'impiego del fluconazolo non e' consigliato, salvo nel caso in cui il trattamento antimicotico sia indispensabile e non esistano altri farmaci alternativi validi. Nei bambini con compromissione della funzionalita' renale occorre ridurre la dose giornaliera in conformita' alle linee guida date per l'adulto. Uso negli anziani. Se non ci sono prove di compromissione della funzionalita' renale, va somministrata la dose normale. Nei pazienti con funzionalita' renale compromessa (clearance della creatinina inferiore a 50 ml/min) lo schema di dosaggio va modificato come di seguito descritto. Uso in caso di compromissione renale. Il fluconazolo viene escreto principalmente nelle urine in forma immodificata. Non sono necessari adattamenti della posologia quando si somministra una dose singola. Nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale che devono ricevere dosi ripetute di fluconazolo, il giorno 1 deve essere assunta la normale la dose consigliata (in base all'indicazione), seguita da una dose giornaliera stabilita in base alla seguente tabella: Clearance della Creatinina (ml/min) >50, Percentuale della dose consigliata: 100%, Clearance della Creatinina (ml/min): 11-50, Percentuale della dose consigliata: 50%. Pazienti dializzati regolarmente: una dose dopo ciascuna seduta di dialisi.

Avvertenze

In rari casi, in particolare nei pazienti affetti da gravi malattie sottostanti, e' stata segnalata tossicita' epatica, con esito talvolta fatale. Non e' stata osservata alcuna correlazione ovvia fra l'epatotossicita' e la dose totale giornaliera di fluconazolo, la durata della terapia, il sesso o l'eta' del paziente. I pazienti in cui compaiono risultati anomali nelle prove di funzionalita' epatica o aumenti significativi di valori gia' anormali devono essere tenuti sotto stretta osservazione. Se si decide di proseguire la terapia nei pazienti che hanno mostrato aumento dei valori degli enzimi epatici durante il trattamento con fluconazolo, si devono valutare attentamente i benefici del trattamento rispetto ai rischi di sviluppare gravi danni epatici. Nella maggior parte dei casi, la tossicita' epatica e' risultata reversibile alla sospensione del trattamento. Alcuni azoli sono stati messi in relazione con un prolungamento dell'intervallo QT. Durante il trattamento con fluconazolo, sono stati segnalati rari casi di torsione di punta. Sebbene la correlazione fra l'assunzione di fluconazolo e il prolungamento dell'intervallo QT non sia stata formalmente dimostrata, il fluconazolo deve essere usato con cautela nei pazienti che presentano condizioni potenzialmente proaritmiche quali: Prolungamento del QT congenito o acquisito e documentato, Cardiomiopatia, specialmente in presenza di insufficienza cardiaca. Bradicardia sinusale. Aritmie sintomatiche esistenti. Somministrazione concomitante di farmaci non metabolizzati dal CYP3A4 ma noti per indurre un prolungamento dell'intervallo QT. Prima di istituire il trattamento con Fluconazolo Winthrop occorre correggere gli eventuali squilibri elettrolitici quali ipopotassiemia, ipomagnesiemia e ipocalcemia. E' stato dimostrato che l'alofantrina, alla dose terapeutica raccomandata, prolunga l'intervallo QTc ed e' un substrato del CYP3A4. Si sconsiglia l'uso concomitante di alofantrina e Fluconazolo Winthrop. Durante il trattamento con fluconazolo, i pazienti hanno raramente sviluppato reazioni cutanee esfoliative quali sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. I malati di AIDS sono maggiormente soggetti alla comparsa di reazioni cutanee gravi a molti farmaci. In caso di comparsa di un'eruzione cutanea che si ritiene attribuibile al fluconazolo in pazienti in trattamento per un'infezione micotica superficiale, occorre interrompere la somministrazione del farmaco. Se l'eruzione cutanea si presenta in pazienti con infezioni micotiche invasive/sistemiche, e' necessario tenere il paziente sotto stretta osservazione e interrompere la somministrazione di Fluconazolo Winthrop in caso di comparsa di lesioni bollose o eritema multiforme. In rari casi sono state segnalate reazioni anafilattiche. Questo medicinale non deve essere assunto da pazienti affetti da rari problemi ereditari quali intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o sindrome da malassorbimento di glucosio-galattosio. E' necessario ridurre la dose di Fluconazolo Winthrop qualora la clearance della creatinina sia inferiore a 50 ml/min. Nei casi in cui sia indicato il trattamento a lungo termine, le pazienti in eta' fertile dovrebbero considerare l'adozione di opportune misure contraccettive.

Interazioni

Sono stati segnalati eventi cardiaci, comprese torsioni di punta, nei pazienti ai quali venivano somministrati contemporaneamente fluconazolo e cisapride. La somministrazione concomitante di fluconazolo e cisapride e' controindicata. A causa dell'insorgenza di gravi disritmie cardiache secondarie al prolungamento dell'intervallo QTc nei pazienti trattati con altri antimicotici azolici insieme alla terfenadina, sono stati condotti studi di interazione. Dosi eccessive di astemizolo hanno provocato allungamento dell'intervallo QT e grave aritmia ventricolare, torsioni di punta e arresto cardiaco. Il trattamento concomitante con fluconazolo e astemizolo e' controindicato per via dei possibili effetti cardiaci gravi, anche letali. Nei pazienti in terapia concomitante con rifampicina, occorre considerare l'opportunita' di un aumento della dose di fluconazolo. Per via della sua lunga emivita, l'effetto di inibizione enzimatica del fluconazolo puo' perdurare per i 4-5 giorni successivi all'interruzione del trattamento. Parecchi case report hanno descritto l'aumento delle concentrazioni di amitriptilina e lo sviluppo di segni di tossicita' da triciclici in seguito all'uso combinato di fluconazolo e amitriptilina. La somministrazione concomitante di fluconazolo e nortriptilina, il metabolita attivo dell'amitriptilina, ha indotto l'aumento dei livelli di nortriptilina. In considerazione dei rischi di tossicita' da amitriptilina, e' bene valutare l'opportunita' di un monitoraggio dei livelli della stessa cosi' da regolarne adeguatamente la posologia. E' stato dimostrato che l'assunzione concomitante di fluconazolo durante il trattamento con warfarin prolunga fino a 2 volte il tempo di protrombina. Cio' si deve probabilmente all'inibizione del metabolismo del warfarin mediato dal CYP2C9. Il tempo di protrombina deve essere attentamente monitorato nei pazienti in trattamento con derivati cumarinici. Se e' necessario trattare i pazienti con una benzodiazepina in concomitanza con il fluconazolo, occorre considerare l'opportunita' di una riduzione della dose della benzodiazepina, tenendo il paziente sotto stretta osservazione. Alcuni calcioantagonisti diidropiridinici, fra i quali nifedipina, isradipina, nicardipina, amlodipina, e felodipina, vengono metabolizzati dal CYP3A4. In letteratura sono stati documentati casi di edema periferico importante e/o di aumento delle concentrazioni sieriche del calcioantagonista a seguito della somministrazione contemporanea di itraconazolo e felodipina, isradipina, o nifedipina. E' possibile che si verifichi un'interazione anche con il fluconazolo. La somministrazione concomitante di didanosina e fluconazolo sembra essere sicura e ha scarsi effetti sulla farmacocinetica e sull'efficacia della didanosina. E' tuttavia importante monitorare la risposta al fluconazolo. Puo' essere utile programmare la somministrazione di fluconazolo in un momento precedente a quella della didanosina. Il rischio di miopatia aumenta quando si somministra fluconazolo contemporaneamente a inibitori dell'HMG-CoA riduttasi metabolizzati dal CYP3A4, come l'atorvastatina e la simvastatina, o dal CYP2C9, come la fluvastatina. I pazienti devono essere monitorati in riferimento ai sintomi e segni di miopatia o rabdomiolisi e ai livelli di creatinchinasi (CK). La terapia con inibitori dell'HMG-CoA riduttasi deve essere interrotta se i livelli di CK evidenziano uno spiccato aumento, o qualora vengano diagnosticate o si sospettino miopatia o rabdomiolisi. Il fluconazolo inibisce la trasformazione del losartan nel proprio metabolita attivo (E-3174), dal quale dipende gran parte dell'effetto antagonista sui recettori dell'angiotensina II della terapia con losartan. Si raccomanda che nei pazienti in terapia concomitante venga monitorato con continuita' l'effettivo controllo dell'ipertensione. Se e' necessario somministrare contemporaneamente i due farmaci, occorre tenere sotto controllo la concentrazione di fenitoina, regolando la dose di quest'ultima in modo da evitare il raggiungimento di concentrazioni tossiche. La sospensione del fluconazolo ha probabilmente determinato un aumento dell'attivita' del CYP3A4, provocando un aumento della degradazione del prednisone. I pazienti sottoposti a terapia a lungo termine con fluconazolo e prednisone devono essere tenuti sotto stretto controllo per evidenziare segni di insufficienza surrenalica qualora venga sospesa la somministrazione di fluconazolo. Ci sono state segnalazioni di interazione fra fluconazolo e rifabutina in caso di somministrazione concomitante, con conseguente aumento delle concentrazioni sieriche di rifabutina. Sono stati segnalati casi di uveite nei pazienti trattati contemporaneamente con fluconazolo e rifabutina. E' stato dimostrato che in volontari sani, il fluconazolo induce un prolungamento dell'emivita plasmatica delle sulfaniluree somministrate in concomitanza (clorpropamide, glibenclamide, glipizide e tolbutamide). Il fluconazolo e le sulfaniluree orali possono essere usati insieme nei pazienti diabetici, tuttavia occorre tener conto della possibilita' del verificarsi di un episodio ipoglicemico e i livelli glicemici devono essere attentamente monitorati. In pazienti in terapia concomitante con fluconazolo e tacrolimus sono stati segnalati casi di nefrotossicita'. I pazienti che assumono dosi elevate di teofillina o che per altre ragioni sono maggiormente a rischio di tossicita' da teofillina devono essere tenuti sotto stretta osservazione durante la somministrazione di fluconazolo, e la posologia della teofillina deve essere opportunamente regolata. Il fluconazolo puo' inibire il metabolismo del trimetrexato, determinando l'aumento delle concentrazioni plasmatiche di quest'ultimo. Se non e' possibile evitare l'associazione, i livelli sierici e la tossicita' del trimetrexato devono essere attentamente monitorati. I pazienti che ricevono questa associazione devono essere sorvegliati per evidenziare l'insorgenza di reazioni avverse da zidovudina. Alcuni case report indicano che il fluconazolo potrebbe essere in grado di indurre un prolungamento dell'intervallo QT provocando gravi aritmie cardiache. Vista l'impossibilita' di escludere un effetto additivo, i pazienti in terapia concomitante con fluconazolo e con altri farmaci che prolungano l'intervallo QT devono essere tenuti sotto stretta osservazione. Il meccanismo d'azione degli imidazoli e' l'inibizione della sintesi dell'ergosterolo nelle membrane cellulari fungine. L'amfotericina B agisce legandosi agli steroli nella membrana cellulare, modificando la permeabilita' di quest'ultima. Studi di interazione hanno evidenziato che quando viene somministrato fluconazolo orale contemporaneamente a cibo, cimetidina, antiacidi o successivamente a irradiazione corporea totale per trapianto di midollo osseo, non si verifica alcuna variazione clinicamente significativa dell'assorbimento del fluconazolo.

Effetti indesiderati

In trial clinici condotti su 4.048 pazienti che hanno assunto fluconazolo per 7 o piu' giorni sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati associati al trattamento: Comuni >1/100 <1/10: cefalea, eruzioni cutanee, nausea e vomito, dolori addominali, diarrea, aumento clinicamente significativo dei valori di AST, ALT e fosfatasi alcalina. Non comuni >1/1.000, <1/100: affaticamento, malessere, astenia, febbre. Convulsioni, capogiri, parestesie, tremori, vertigini, prurito, anoressia, stipsi, dispepsia, flatulenza. Mialgia, secchezza delle fauci, aumento della sudorazione, insonnia, sonnolenza, colestasi, danno epatocellulare, ittero, aumento clinicamente significativo della bilirubina totale. Alterazioni del gusto, anemia. Rari >1/10.000, <1/1.000: reazioni cutanee esfoliative (sindrome di Stevens-Johnson), necrosi epatica, anafilassi. Eventi clinici avversi sono stati segnalati con maggiore frequenza nel caso dei pazienti sieropositivi (21%) rispetto a quelli sieronegativi (13%). Gli eventi avversi presentavano tuttavia un quadro simile nei pazienti sieropositivi e in quelli sieronegativi. Si sono inoltre verificati i seguenti eventi avversi in condizioni nelle quali non e' certa l'esistenza di un nesso causale (es. studi in aperto, posteriori all'immissione in commercio): Non comuni >1/1.000, <1/100: dispepsia, vomito alterazione del gusto. Rari >1/10.000, <1/1.000: convulsioni, capogiri, alopecia, insufficienza epatica, epatite, necrosi epatica, ittero. leucopenia, comprese neutropenia e agranulocitosi, trombocitopenia. ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, ipopotassiemia. Molto rari <1/10.000: reazioni cutanee esfoliative (sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica), eritema essudativo multiforme. anafilassi,angioedema, edema facciale e prurito.

Gravidanza e allattamento

Dai dati relativi a diverse centinaia di gestanti trattate con dosi standard (< 200 mg/die) di fluconazolo, somministrato in dosi singole o ripetute durante il primo trimestre, non emergono effetti indesiderati a carico del feto. Esistono segnalazioni di anomalie congenite multiple (fra le quali brachicefalia, displasia delle orecchie, fontanella anteriore gigante, incurvamento del femore e sinostosi radio-omerale) in bambini le cui madri erano state trattate per 3 mesi o piu' con dosi elevate (400-800 mg/die) di fluconazolo per coccidioidomicosi. La relazione tra questi effetti e il fluconazolo non e' chiara. Studi condotti su animali hanno evidenziato effetti teratogeni. Il fluconazolo a dosi standard e per il trattamento a breve termine, non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario. Il fluconazolo a dosi elevate e/o per periodi prolungati non deve essere utilizzato durante la gravidanza, salvo nel caso di infezioni potenzialmente letali. Il fluconazolo viene escreto nel latte materno, raggiungendo concentrazioni inferiori a quelle plasmatiche. Si puo' proseguire l'allattamento al seno dopo una singola somministrazione di una dose standard di fluconazolo di 200 mg o inferiore. L'allattamento al seno e' sconsigliato dopo somministrazioni ripetute di fluconazolo o dopo l'assunzione di dosi elevate.