Diclofenac Rat - 30cpr Gast 50mg

Dettagli:
Nome:Diclofenac Rat - 30cpr Gast 50mg
Codice Ministeriale:029457013
Principio attivo:Diclofenac Sodico
Codice ATC:M01AB05
Fascia:A
Prezzo:3.86
Rimborso:3.51
Glutine:Senza glutine
Lattosio:Contiene lattosio
Produttore:Ratiopharm Italia Srl
SSN:Concedibile esente per patologia
Ricetta:RR - ricetta ripetibile art.88 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco generico
Forma:Compresse gastroresistenti
Contenitore:Blister
Iva:10%
Temp. Conservazione:Al riparo dall'umidità
Scadenza:48 mesi

Denominazione

DICLOFENAC RATIOPHARM

Formulazioni

Diclofenac Rat - 30cpr Gast 50mg
Diclofenac Rat - Im 5f 75mg/3ml

Categoria farmacoterapeutica

Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.

Principi attivi

Diclofenac.

Eccipienti

Una compressa da 50 mg contiene: amido di mais, lattosio monoidrato , povidone, silice colloidale anidra, sodio carbossimetilamido (tipo A),acido metacrilico-etile acrilato copolimero (1:1) dispersione 30 per cento, dietile ftalato magnesio stearato, cellulosa microcristallina, talco, polisorbato 80, ossido di ferro (E 172). Una fiala da 75 mg/3 ml contiene: acetilcisteina, edetato disodico, mannitolo, alcool benzilico 120mg/3ml, glicole propilenico, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Affezioni reumatiche infiammatorie e degenerative: artrite reumatoide,spondilite anchilosante; artrosi; reumatismo extra-articolare; stati dolorosi da flogosi di origine extra-reumatica o post-traumatica; trattamento sintomatico della dismenorrea primaria. Soluzione iniettabile:nel trattamento sintomatico degli episodi dolorosi acuti in atto nel corso di affezioni infiammatorie dell'apparato muscolo-scheletrico e di spasmi della muscolatura liscia.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il prodotto non deve essere usato in caso di ulcera, sanguinamento o perforazione gastrointestinale in atto, di gravi turbe gastroenteriche, di insufficienza renale e/o epatica grave, in corso di terapia diuretica intensiva, in soggetti con emorragie in atto e diatesi emorragica, in caso di alterazioni dell'emopoiesi. Controindicato in quei soggetti nei quali si sono verificati, dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci inibitori della prostaglandin-sintetasi, accessi asmatici, orticaria, riniti acute. Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con FANS o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Severa insufficienza cardiaca. Ultimo trimestre di gravidanza e durante l'allattamento il medicinale e' altresi' controindicato in ai bambini di eta' inferiore a 14 anni.

Posologia

Come regola il dosaggio iniziale giornaliero e' di 100-150 mg. In casipiu' lievi, nonche' nelle terapie a lungo termine, di solito sono suf ficienti 100 mg al giorno. Il dosaggio giornaliero dovrebbe essere prescritto in 2-3 dosi frazionate. Nel trattamento di pazienti anziani laposologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovra' va lutare una eventuale riduzione dei dosaggi indicati. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Compresse gastroresistenti: terapia d'attacco1 compressa tre volte al giorno; terapia di mantenimento 1 compressa due volte al giorno. Le somministrazioni e' preferibile che avvengano durante o dopo i pasti. Nella dismenorrea primaria il dosaggio giornaliero, che va adattato individualmente, e' di 50-150 mg; inizialmente si dovrebbe somministrare una dose di 50-100 mg e, se necessario, aumentarla nel corso di molti cicli mestruali, fino ad un massimo di 150 mgal giorno. Il trattamento dovrebbe iniziare alla comparsa dei primi s intomi e, in base alla sintomatologia, continuare per qualche giorno. Il dosaggio giornaliero andra' suddiviso in 2-3 somministrazioni. Il prodotto non e' indicato in soggetti al di sotto dei 14 anni. Soluzioneiniettabile per uso intramuscolare: per gli adulti la posologia e' ge neralmente una fiala al giorno, iniettata per via intramuscolare in profondita' nel quadrante supero-esterno della natica. Eccezionalmente, in casi gravi (coliche), si possono somministrare due iniezioni al giorno (una in ciascuna natica), separate da un intervallo di alcune ore.Alternativamente e' possibile combinare una fiala con altre forme del medicinale, fino ad un dosaggio massimo giornaliero di 150 mg. Il pro dotto soluzione iniettabile non dovrebbe essere somministrato per piu'di due giorni; se necessario, il trattamento puo' essere continuato c on il prodotto in compresse. L'uso del prodotto e' limitato agli adulti. Il prodotto non e' indicato in soggetti al di sotto dei 14 anni.

Conservazione

Compresse: tenere il blister nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dall'umidita'. Fiale: tenere le fiale nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Avvertenze

Evitare l'uso del medicinale in concomitanza di FANS sistemici, a causa della mancanza di qualsiasi evidenza che dimostri benefici sinergicie sulla base di potenziali effetti indesiderati additivi. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa do se efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Interrompere la somministrazione nell'artrosi, se la gravita' dei sintomi si riduce. E' richiesta cautela negli anziani; in particolare, nei pazienti anziani fragili o in quelli con un basso peso corporeo, si raccomanda l'utilizzo della piu' bassa dose efficace. I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali. Possono in rari casi verificarsi anche reazioni allergiche, comprese reazioni anafilattiche/anafilattoidi, senza una precedente esposizione al diclofenac. Diclofenac puo' mascherare i segni e i sintomi di infezioni a causa delle sue proprieta' farmacodinamiche. Il farmaco non puo' essere considerato un semplice antidolorifico. Inoltre, superati i primi due giorni di terapia, e' opportuno passare all'impiego di preparazioni di uso non parenterale, che, pur offrendo qualitativamente gli stessi effetti collaterali, sono meno inclini ad indurre reazioni gravi. L'uso del farmaco, e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. Sospendere la somministrazione nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita'. Possono verificarsi effetti gastrointestinali in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Esse hanno in genere conseguenze piu' gravi negli anziani. E' obbligatoria una stretta sorveglianza medica e particolare cautela nel prescrivere Diclofenac a pazienti con sintomi indicativi di disordini gastrointestinali (GI) o con una storia indicativa di ulcerazioni gastriche o intestinali, sanguinamento o perforazione. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare e mantenere il trattamento con la piu' bassa dose disponibile. L'uso concomitante di agenti protettorideve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale, devono riferire qualsiasi sintomo addominale inusuale in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. E' raccomandata cautela ai pazienti che assumono medicinali concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale sospendere il trattamento. Somministrare i FANS con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale e esercitare una stretta sorveglianza medica. Come con altri FANS, incluso diclofenac, possono aumentare i valori di uno o piu' enzimi epatici. Durante trattamenti prolungati sono indicati regolari controlli della funzionalita' epatica. Nel caso in cui i parametri di funzionalita' epatica risultassero persistentemente alterati o peggiorati, interrompere il trattamento. Un'epatite con l'uso di diclofenac puo' verificarsi senza sintomi prodromici. Particolarecautela nell'uso del farmaco nei pazienti con porfiria epatica, in qu anto potrebbe scatenare un attacco. Sono stati riportati ritenzione difluidi ed edema, e' richiesta particolare cautela in caso di insuffic ienza cardiaca o renale, storia di ipertensione, negli anziani, nei pazienti in trattamento concomitante con diuretici o con medicinali che possano influire significativamente sulla funzionalita' renale e in quei pazienti con una sostanziale deplezione del volume extracellulare dovuta a qualsiasi causa. In tali casi, quando si somministra diclofenac, si raccomanda per precauzione il monitoraggio della funzionalita' renale. L'interruzione della terapia e' normalmente seguita da un ritorno alle condizioni precedenti al trattamento. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pazientisembrano essere a piu' alto rischio per queste reazioni: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il prim o mese di trattamento; interrompere il farmaco. Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con una storiadi ipertensione e/o insufficienza cardiaca da lieve a moderata poiche ', in associazione alla terapia con FANS, sono state riportate ritenzione idrica ed edema. L'uso di diclofenac puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con diclofenac soltanto dopo attenta valutazione. L'uso del farmaco e' raccomandato solo per trattamenti a breve termine. Durante trattamenti prolungati con diclofenac, sono raccomandati controlli della crasi ematica. Diclofenac puo' inibire temporaneamente l'aggregazione piastrinica. Monitorare pazienti con difetti dell'emostasi, diatesi emorragica e anormalita' ematologiche. In pazienti con asma, rinite allergica stagionale, rigonfiamentodella mucosa nasale, malattie polmonari ostruttive croniche o infezio ni croniche del tratto respiratorio, sono piu' frequenti che in altri pazienti reazioni ai FANS. Questo vale anche per i pazienti allergici ad altre sostanze, per es. con reazioni cutanee, prurito o orticaria. Si raccomanda particolare cautela quando Diclofenac e' utilizzato per via parenterale in pazienti con asma bronchiale, in quanto i sintomi possono essere esacerbati. A causa dell'importanza delle prostaglandineper il mantenimento del flusso ematico renale, e' richiesta particola re cautela o si impone l'esclusione dall'uso del farmaco in caso di ipoperfusione renale, insufficienza cardiaca o renale, fenomeni tromboembolici all'anamnesi, in pazienti in trattamento con diuretici e in quelli reduci da interventi chirurgici maggiori, nonche' in pazienti in eta' avanzata. Durante trattamenti prolungati con il farmaco, sono indicati come misura precauzionale controlli della crasi ematica e della funzionalita' epatica e renale. La soluzione iniettabile contiene alcool benzilico e glicole propilenico. Le compresse gastroresistenti contengono lattosio.

Interazioni

Le seguenti interazioni comprendono quelle osservate con diclofenac compresse gastroresistenti e/o altre forme farmaceutiche di diclofenac. Litio: e' sconsigliabile la contemporanea somministrazione di sali di litio in quanto puo' dar luogo ad un aumento della litiemia. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di litio. Digossina: se somministrato insieme ad altre preparazioni contenenti digossina, il medicinale ne puo' elevare la concentrazione plasmatica, ma in tali casi nonsono stati ancora osservati segni clinici di sovradosaggio. Si raccom anda il monitoraggio dei livelli sierici di digossina. Diuretici ed agenti antipertensivi: l'uso concomitante di diclofenac con diuretici o agenti antipertensivi (es.: betabloccanti, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) puo' causare una diminuzione del loro effetto antipertensivo. Quindi, la associazione deve essere assunta con cautela ed i pazienti, soprattutto anziani, devono ricevere il monitoraggio periodico della loro pressione sanguigna. In alcuni pazienticon funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o p azienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi puo' portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono il farmaco in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e in seguito periodicamente, in particolare per i diuretici e gli ACE inibitori a causa di un aumentato rischio di nefrotossicita'. Il trattamento concomitante con farmaci risparmiatori di potassio puo' essere associato con aumento dei livelli sierici di potassio che devono essere quindi monitorati frequentemente. Altri FANS e corticosteroidi: l'uso concomitantedi diclofenac e di altri antinfiammatori non steroidei sistemici o co rticosteroidi puo' aumentare l'incidenza di effetti indesiderati gastrointestinali. Anticoagulanti e agenti antiaggreganti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin e quindi si puo' presentare un maggior rischio di sanguinamento. Sebbene dai dati delle sperimentazioni cliniche non vi sia alcuna indicazione di un'influenza di diclofenac sull'effetto degli anticoagulanti, ci sono state isolate segnalazioni di un aumentato rischio di emorragia in pazienti riceventi diclofenac in concomitanza con anticoagulanti. Per questi pazienti si raccomanda quindi un attento monitoraggio. Il diclofenac ad alte dosi puo' temporaneamente inibire l'aggregazione piastrinica. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): la somministrazione contemporanea di FANS sistemici, incluso diclofenac, e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): puo' aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Antidiabetici: il diclofenac puo' essere somministrato insieme ad antidiabetici orali senza che ne influenzi l'effetto clinico. Tuttavia, sono stati riportati casi isolati di effetto sia iposia iperglicemizzante, con la necessita' di modificare la posologia degli agenti antidiabetici somministrati duranteil trattamento con diclofenac. Per questo motivo, in caso di terapia concomitante, si raccomanda come misura precauzionale il monitoraggio dei livelli ematici di glucosio. Metotrexate: diclofenac puo' inibire la liberazione tubulare renale di metotrexato aumentandone i livelli. La somministrazione di antiinfiammatori non steroidei,incluso diclofenac meno di 24 ore prima o dopo il trattamento con metotrexato va fattacon cautela, poiche' tali farmaci possono elevarne la concentrazione ematica ed aumentarne la tossicita'. Ciclosporina: per il suo effetto sulle prostaglandine renali, il farmaco, puo' aumentare la nefrotossicita' della ciclosporina. Pertanto, il diclofenac va somministrato a dosaggi inferiori a quelli che sarebbero utilizzati in pazienti non in terapia con ciclosporina. Antibatterici chinolonici: possono verificarsi convulsioni a causa delle interazioni tra FANS e antimicrobici chinolonici. Questo puo' avvenire in pazienti con anamnesi di epilessia o convulsioni. Pertanto deve essere prestata cautela considerando l'uso di chinolonici nei pazienti ai quali sono gia' stati somministrati FANS. Fenitoina: quando si utilizza fenitoina insieme a diclofenac, si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina.Colestipolo e colestiramina: questi agenti possono indurre un ritardo o una diminuzione nell'assorbimento di diclofenac. Quindi, si raccoma nda di somministrare il diclofenac almeno un'ora prima o 4-6 ore dopo la somministrazione di colestipolo/colestiramina. Potenti inibitori del CYP2C9: si raccomanda cautela quando si prescrive il diclofenac insieme a potenti inibitori del CYP2C9 (come sulfinpirazone e voriconazolo); cio' potrebbe portare ad un incremento significativo delle concentrazioni plasmatiche di picco e dell'esposizione al diclofenac, dovuti all'inibizione del metabolismo dello stesso. Mifepristone: i FANS non devono essere utilizzati per 8-12 giorni dopo la somministrazione di mifepristone poiche' i FANS possono ridurre l'effetto di mifepristone.

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono elencate per frequenza, per prima la piu' frequente, utilizzando la seguente convenzione: comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), Non note: non puo' essere stimate dai dati disponibili. I seguenti effetti indesiderati includono quelli riportati conl'uso a breve o a lungo termine. Patologie del sistema emolinfopoieti co. Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, anemia aplastica. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilita', reazioni anafilattiche e anafilattoidi che includono ipotensione e shock; molto raro: edema angioneurotico (incluso edema facciale). Disturbi psichiatrici. Molto raro: disorientamento, depressione, insonnia, incubi, irritabilita', reazioni psicotiche. Patologie delsistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; raro: sonnolenza; molto r aro: disturbi del sensorio inclusa parestesia, compromissione della memoria, convulsioni, ansia, tremori, disturbi del gusto, meningite asettica, accidenti cerebrovascolari. Patologie dell'occhio. Molto raro: disturbi della visione, visione offuscata, diplopia. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: vertigini; molto raro: tinnito, peggioramento dell'udito. Patologie cardiache. Molto raro: palpitazioni, dolore toracico, insufficienza cardiaca congestizia, infarto miocardico. Patologie vascolari. Molto raro: ipertensione, vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: asma (compresa dispnea); molto raro: polmonite. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore epigastrico ed altre patologie gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, dispepsia, flatulenza, anoressia); raro: gastrite, sanguinamento gastrointestinale, ematemesi, melena, diarrea essudativa sanguinante, ulcera gastrica perforata (con o senza sanguinamento); molto raro: formazione di stenosi del colon, pancreatite, colite (compresa colite emorragica ed esacerbazione di colite ulcerativa o morbo di Crohn), costipazione, stomatite (inclusa stomatite ulcerativa), glossite, disturbi esofagei, stenosi intestinale diaframma-simile, Patologie epatobiliari. Comune: aumento delle transaminasi sieriche (S-ALT,S-AST); raro: epatite, ittero, disturbi epatici; molto raro: epatite fatale fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea; raro: orticaria, edema di Quincke; molto raro: eruzioni bollose,sindromedi Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica(sindrome di Lyell), eczema, eritema, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, perdita dicapelli, reazioni di fotosensibilita', porpora che include porpora al lergica, prurito. Patologie renali ed urinarie. Molto raro: insufficienza renale acuta, anormalita' urinarie quali ematuria, proteinuria, nefrite interstiziale, sindrome nefrotica e necrosi papillare renale. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto raro: impotenza (correlazione causale con diclofenac non chiara). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione, indurimento al sito di iniezione; raro: necrosi al sito di iniezione edema Infezioni ed infestazioni; molto raro: ascesso al sito di iniezione. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di diclofenac, specialmente ad alti dosaggi (150 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus).

Gravidanza e allattamento

L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E' statoritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia . Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre epost-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, diclofenac non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se diclofenac viene somministrato a donne che vogliono iniziare una gravidanza, durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta la piu' bassa possibile e il trattamento il piu' breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori dellasintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardi opolmonare; disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamniosi; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamentodel travaglio. Conseguentemente, il diclofenac e' controindicato dura nte il terzo trimestre di gravidanza. L'uso della soluzione iniettabile in prossimita' del parto determina il ritardo del parto stesso; inoltre il farmaco puo' provocare, se somministrato in tale periodo, alterazioni della emodinamica del piccolo circolo del nascituro, con gravi conseguenze per la respirazione. Il diclofenac passa nel latte maternoin piccole quantita'. Pertanto, diclofenac non deve essere somministr ato durante l'allattamento per evitare effetti indesiderati nel lattante. L'uso di Diclofenac puo' alterare la fertilita' femminile e non e'raccomandato in donne che desiderino concepire. Deve essere considera ta la sospensione di Diclofenac in donne che abbiano difficolta' di concepimento o che siano sottoposte ad accertamenti sull'infertilita'.