Cefotaxima Sand - Im Fl 1g+1f4ml

Dettagli:
Nome:Cefotaxima Sand - Im Fl 1g+1f4ml
Codice Ministeriale:035483015
Principio attivo:Cefotaxima Sodica
Codice ATC:J01DD01
Fascia:A
Prezzo:3.4
Rimborso:3.4
Lattosio:Senza lattosio
Produttore:Sandoz Spa
SSN:Concedibile esente
Ricetta:RR - ricetta ripetibile art.88 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco etico
Forma:Polvere e solvente per soluzione iniettabile
Contenitore:Flacone
Iva:10%
Temp. Conservazione:Conservare nella confezione originale
Scadenza:24 mesi

Denominazione

CEFOTAXIMA SANDOZ

Formulazioni

Cefotaxima Sand - Im Fl 1g+1f4ml
Cefotaxima Sand - Iniet F 1g+4ml
Cefotaxima Sand - Iv 1fl 2g+10ml

Categoria farmacoterapeutica

Antibatterici beta-lattamici.

Principi attivi

Cefotaxima.

Eccipienti

Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare 1g/4 ml: lidocaina cloridrato 40 mg, acqua per preparazioni iniettabili q.b. a 4 ml. Polvere e solvente per soluzione iniettabile 1g/4 ml: acqua per preparazioni iniettabili 4 ml. Polvere e solvente per soluzioneiniettabile per uso endovenoso 2 g/10 ml: acqua per preparazioni inie ttabili 10 ml.

Indicazioni

Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertatao presunta origine da germi Gram-negativi "difficili" o da flora mist a con presenza di Gram-negativi resistenti ai piu' comuni antibiotici.In dette infezioni il prodotto trova indicazione, in particolare: nei pazienti defedati e/o immunodepressi. E' indicato, inoltre, nella pro filassi delle infezioni chirurgiche.

Controindicazioni / effetti secondari

Ipersensibilita' alle cefalosporine; pazienti con un'anamnesi di ipersensibilita' a Cefotaxima e/o a qualsiasi eccipiente del prodotto; tra penicilline e cefalosporine possono verificarsi reazioni allergiche crociate. Per forme farmaceutiche contenenti lidocaina: anamnesi nota diipersensibilita' a lidocaina o ad altri anestetici locali di tipo ami dico; blocco cardiaco non regolato; grave insufficienza cardiaca; somministrazione per via endovenosa; lattanti di eta' inferiore ai 30 mesi.

Posologia

La dose e la via di somministrazione vanno scelte a seconda del tipo di infezione, della sua gravita', del grado di sensibilita' dell'agentepatogeno, delle condizioni e del peso corporeo del paziente. La durat a del trattamento con cefotaxima varia a seconda della risposta terapeutica; la terapia dovrebbe comunque essere continuata almeno fino a 3 giorni dopo lo sfebbramento. Adulti: la posologia di base e' di 2 g algiorno (1 g ogni 12 ore) da somministrare per via intramuscolare o en dovenosa. Se necessario, puo' essere aumentata a 3-4 g e nei casi molto gravi fino a 12 g per via endovenosa, riducendo opportunamente l'intervallo tra le somministrazioni a 8-6 ore. Somministrazione endovenosa(iniezione o infusione): per le iniezioni endovenose intermittenti, l a soluzione deve essere iniettata in un periodo dai 3 ai 5 minuti. Nelcorso della sorveglianza post-marketing e' stata segnalata aritmia po tenzialmente pericolosa per la vita in un esiguo numero di pazienti che ricevevano una somministrazione endovenosa di cefotaxima rapida attraverso un catetere venoso centrale. Alle dosi piu' elevate la cefotaxima puo' essere somministrata per infusione endovenosa breve (20 minuti) dopo aver sciolto 2 g in 40 ml di acqua per preparazioni iniettabili, soluzione fisiologica isotonica o soluzione glucosata, oppure per infusione endovenosa continua (50 60 minuti) dopo aver sciolto 2 g in 100 ml di solvente, plasmaexpanders (Emagel o destrani). Si raccomanda di non miscelare la cefotaxima con soluzioni di sodio bicarbonato. Cefotaxima e aminoglicosidi non devono essere miscelati nella stessa siringa o nello stesso liquido di perfusione. Allorche' si ricorra alla viaendovenosa, e' comunque consigliabile iniziare la terapia somministra ndo la cefotaxima direttamente in vena. Pazienti particolarmente sensibili possono lamentare dolore dopo iniezione intramuscolare; per il trattamento di questi soggetti si consiglia l'impiego, fino a 2 volte ilgiorno, di un solvente contenente lidocaina cloridrato soluzione 1% ( fatta eccezione per i soggetti ipersensibili alla lidocaina). Questa soluzione va impiegata solo per via intramuscolare e quindi si deve assolutamente evitare la somministrazione endovasale. Bambini: al di sotto dei 12 anni si possono somministrare 50-100 mg/kg, da suddividere in2-4 somministrazioni giornaliere. In alcuni casi estremamente gravi e d in pericolo di vita sono state raggiunte anche dosi di 200 mg/kg/diesenza segni di intolleranza. Nel prematuro la posologia non dovrebbe superare i 50 mg/kg/die dato che la funzionalita' renale non e' ancorapienamente sviluppata. Il solvente contenente lidocaina cloridrato no n va impiegato nei bambini al di sotto dei 12 anni, nei quali la somministrazione intramuscolare va effettuata con la soluzione in sola acqua per preparazioni iniettabili. Pazienti con insufficienza renale: il dosaggio deve essere modificato in base alla clearance della creatinina calcolata. Poiche' la diminuzione della funzionalita' renale influisce in maniera relativamente modesta sulla farmacocinetica della cefotaxima, la riduzione della dose e' necessaria solo in caso di marcata insufficienza renale. Nei pazienti con clearance della creatinina minoredi 5 ml/min la dose di mantenimento va dimezzata.

Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Le soluzioni allestite incluso quelle diluite con tecnica asettica con soluzioni perfusionali restano chimicamente stabili per 24 ore a temperatura ambiente, ma in ottemperanza alle buone norme di pratica farmaceutica si raccomanda di utilizzare le soluzioni, laddove e' possibile, entro 3 ore dalla loro costituzione. Il prodotto non contiene conservanti. Dopo l'uso va gettato anche se utilizzato solo parzialmente.

Avvertenze

Come per altri antibiotici, l'uso di cefotaxima, soprattutto se prolungato, puo' provocare la proliferazione di organismi non-sensibili. E' essenziale valutare periodicamente le condizioni del paziente. Se in corso di terapia si verifica una superinfezione, devono essere adottatemisure appropriate. Prima di iniziare la terapia con cefotaxima e' ne cessaria un'anamnesi accurata al fine di evidenziare precedenti reazioni di ipersensibilita' a cefotaxima, cefalosporine, penicillina o altri farmaci. Nei pazienti trattati con cefotaxima sono state riportate gravi reazioni di ipersensibilita', comprese alcune fatali. Se si verifica una reazione di ipersensibilita' il trattamento deve essere interrotto. L'uso di cefotaxima e' assolutamente controindicato nei soggetticon una precedente anamnesi di ipersensibilita' di tipo immediato all e cefalosporine. Poiche' esiste allergia crociata tra le penicilline ele cefalosporine, l'uso di queste ultime deve essere effettuato con e strema cautela nei soggetti sensibili alla penicillina. Ai pazienti che hanno presentato forme di allergia, specie ai farmaci, si devono somministrare con cautela gli antibiotici, compreso la cefotaxima. In caso di reazione allergica si deve interrompere la terapia ed istituire trattamento idoneo o, in presenza di anafilassi, un immediato trattamento con adrenalina od altre opportune misure di emergenza. Con cefotaxima sono stati riportati casi di gravi reazioni cutanee bollose, come sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. Nel caso siverifichino reazioni cutanee e/o mucosali i pazienti devono essere is truiti affinche' contattino immediatamente il medico prima di proseguire il trattamento. La diarrea, specialmente se grave e/o persistente, che si verifica in corso di trattamento o nelle prime settimane successive al trattamento puo' essere sintomatica della malattia da Clostridium difficile (CDAD). L'intensita' della CDAD puo' variare da lieve a pericolosa per la vita e la sua forma piu' grave e' la colite pseudo- membranosa. La diagnosi di questa malattia rara ma potenzialmente fatale puo' essere confermata mediante endoscopia e/o istologia. E' importante considerare questa diagnosi nei pazienti che sperimentano diarreadurante o dopo la somministrazione di cefotaxima. Se si sospetta una diagnosi di colite pseudomembranosa, cefotaxima deve essere interrottaimmediatamente e deve essere avviata senza indugio un'appropriata ter apia antibiotica specifica. La malattia da Clostridium difficile puo' essere favorita dalla stasi fecale. Non devono essere somministrati medicinali che inibiscono la peristalsi. Il trattamento con antibiotici a largo spettro altera la normale flora del colon e puo' consentire lacrescita di clostridi. Casi lievi di colite possono regredire con l'i nterruzione del trattamento. Si consiglia la somministrazione di soluzioni di elettroliti e di proteine quando si manifestano casi di colitedi media o grave entita'. Se la colite non regredisce con l'interruzi one del trattamento o se e' grave, bisogna somministrare vancomicina per via orale, che rappresenta l'antibiotico di scelta in caso di colite pseudomembranosa causata dal Clostridium difficile. L'irritazione dei tessuti nel punto di iniezione intravenosa e' rara; essa puo' essereevitata iniettando il farmaco molto lentamente (3-5 minuti). Come con altre cefalosporine, in alcuni pazienti trattati con cefotaxima il te st di Coombs ha dato esito positivo. Questo fenomeno puo' interferire con il cross-match del sangue. Il test del glucosio urinario con agenti riduttori non-specifici potrebbe dare un risultato falso positivo. Questo fenomeno non si verifica quando viene utilizzato un metodo specifico della glucosio-ossidasi. La somministrazione delle cefalosporine puo' interferire con alcune prove di laboratorio, causando pseudopositivita' della glicosuria con i metodi di Benedict, Fehling, "Clinitest", ma non con i metodi enzimatici. Le cefalosporine di III generazione,come altre betalattamine, possono indurre resistenza microbica e tale evenienza e' maggiore verso organismi opportunisti, specialmente Ente robacteriaceae e Pseudomonas, in soggetti immunodepressi e probabilmente associando tra loro piu' betalattamine. La cefotaxima deve essere prescritta con cautela in individui con anamnesi positiva per malattie gastrointestinali, particolarmente colite. In corso di trattamento concefotaxima, soprattutto se questa viene somministrata per lunghi peri odi, possono svilupparsi leucopenia, neutropenia e, piu' raramente, agranulocitosi. Per i corsi di trattamento di durata superiore a 7-10 giorni deve essere monitorata la conta dei globuli bianchi e, in caso dineutropenia, il trattamento deve essere interrotto. Sono stati segnal ati alcuni casi di eosinofilia e trombocitopenia, rapidamente reversibili all'atto della sospensione del trattamento. Sono stati segnalati anche casi di anemia emolitica. Il dosaggio deve essere modificato in base alla clearance della creatinina calcolata. Poiche' la diminuzione della funzionalita' renale influisce in maniera relativamente modesta sulla farmacocinetica della cefotaxima, la riduzione della dose e' necessaria solo in caso di marcata insufficienza renale. Nei pazienti conclearance della creatinina minore di 5 ml/min la dose di mantenimento va dimezzata. Si deve prestare cautela se cefotaxima viene somministr ata insieme ad aminoglicosidi; probenecid o ad altri farmaci nefrotossici. La funzionalita' renale deve essere monitorata in questi pazienti, negli anziani e in quelli con compromissione della funzionalita' renale pre-esistente. Elevate dosi di antibiotici beta-lattamici, compresa cefotaxima, in particolare nei pazienti con insufficienza renale, possono causare encefalopatia (per esempio alterazioni dello stato di coscienza, movimenti anomali e convulsioni). Se si verificano tali reazioni, i pazienti devono essere istruiti affinche' contattino immediatamente il medico prima di continuare il trattamento. Durante la sorveglianza post-marketing in un esiguo numero di pazienti che ricevevano unasomministrazione endovenosa rapida di cefotaxima attraverso un catete re venoso centrale e' stata segnalata aritmia potenzialmente pericolosa per la vita. Deve essere rispettato il tempo consigliato per l'iniezione o l'infusione. Deve essere tenuto in considerazione il contenuto di sodio di cefotaxima sodico (48,2 mg/g).

Interazioni

La cefotaxima non deve essere miscelata con antibiotici ed altri farmaci. L'impiego contemporaneo di aminoglicosidi, associazione che "in vitro" da' origine ad effetto sinergico od almeno additivo, puo' essere indicato in infezioni particolarmente gravi: i due antibiotici vanno comunque somministrati in siringhe separate; in questi casi e' raccomandato il controllo costante della funzionalita' renale. In corso d'infezione da Pseudomonas aeruginosa puo' essere indicato associare alla cefotaxima un altro antibiotico anch'esso attivo nei confronti di questoparticolare agente patogeno. Antibiotici aminoglicosidi e diuretici: come per altre cefalosporine, cefotaxima puo' potenziare gli effetti nefrotossici dei farmaci nefrotossici, come gli aminoglicosidi o i potenti diuretici (per esempio furosemide). La funzionalita' renale deve essere monitorata in questi pazienti. Uricosurici: probenecid interferisce con il trasferimento tubulare renale di cefotaxima, aumentando cosi' l'esposizione di cefotaxima di circa 2 volte e riducendo la clearance renale di circa la meta' a dosi terapeutiche. A causa del largo indice terapeutico di cefotaxima, non e' necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con funzione renale normale. Un aggiustamento del dosaggio puo' essere necessario nei pazienti con insufficienza renale. Il probenecid somministrato per via orale, per breve tempo, prima ocontemporaneamente alla cefotaxima usualmente rallenta il tasso di es crezione dell'antibiotico e dei suoi metaboliti e determina concentrazioni plasmatiche del farmaco e dei suoi metaboliti piu' alte e piu' prolungate. Il volume di distribuzione del farmaco non appare influenzato dalla somministrazione concomitante di probenecid per via orale.

Effetti indesiderati

Con le cefalosporine reazioni indesiderabili sono essenzialmente limitate a disturbi gastrointestinali e, occasionalmente, a fenomeni di ipersensibilita'. La possibilita' di comparsa di questi ultimi e' maggiore in individui che in precedenza abbiano manifestato reazioni di ipersensibilita' ed in quelli con precedenti anamnestici di allergia, asma,febbre da fieno, orticaria. In corso di terapia con cefotaxima sono s tate segnalate le seguenti reazioni. Infezioni e infestazioni. Non nota: superinfezione. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune:leucopenia, eosinofilia, trombocitopenia; non nota: neutropenia, agra nulocitosi, anemia emolitica. Disturbi del sistema immunitario. Non comuni: reazione di Jarisch-Herxheimer; non nota: reazioni anafilattiche, angioedema, broncospasmo, shock anafilattico. Patologie del sistema nervoso. Non comuni: convulsioni; non nota: cefalea, capogiri, encefalopatia (per esempio alterazioni dello stato di coscienza, movimenti anomali). Patologie cardiache. Non nota: aritmia in seguito a rapida infusione in bolo attraverso un catetere venoso centrale. Patologie gastrointestinali. non comuni: diarrea; non nota: nausea, vomito, dolore addominale, colite pseudomembranosa. Patologie epatobiliari. Non comuni:aumento degli enzimi epatici (ALAT, ASAT, LDH, gamma-GT e/o fosfatasi alcalina) e/o della bilirubina; non nota: epatite (a volte con ittero ). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comuni: rash, prurito, orticaria; non nota: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica. Patologie renali e urinarie. Non comuni: diminuzione della funzionalita' renale/aumento della creatinina (in particolare quando prescritta in concomitanza con aminoglicosidi); non nota: nefrite interstiziale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comuni. Per le formulazioni IM: dolore al sito di iniezione; non comuni: febbre, reazioni infiammatorie al sito di iniezione, inclusa flebite/tromboflebite; non nota: per le formulazioni IM (dato che il solvente contiene lidocaina):reazioni sistemiche a lidocaina. Reazione di Jarisch-Herxheimer: nel trattamento della borreliosi, durante i primi giorni di terapia puo' svilupparsi una reazione di Jarisch- Herxheimer. In seguito a diverse settimane di trattamento della borreliosi sono stati segnalati uno o piu' dei seguenti sintomi: rash cutaneo, prurito, febbre, leucopenia, aumento degli enzimi epatici, difficolta' di respirazione, disturbi articolari. Patologie epatobiliari: sono stati osservati aumenti degli enzimi epatici (ALAT, ASAT, LDH, gamma-GT e/o fosfatasi alcalina) e/o della bilirubina. Queste anomalie di laboratorio possono raramente superare il doppio del limite superiore del normale e indurre un modello di danno epatico, solitamente colestatico e nella maggior parte dei casi asintomatico. Il manifestarsi di diarree gravi e prolungate e' stato messo in relazione con l'impiego di diverse classi di antibiotici. In tale evenienza si deve considerare la possibilita' di una colite pseudomembranosa. Nel caso che l'indagine coloscopica ne confermi la diagnosi, l'antibiotico in uso deve essere sospeso immediatamente e si deve instaurare trattamento con vancomicina per via orale. I farmaci inibitori della peristalsi sono controindicati. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza e allattamento

La sicurezza di cefotaxima non e' stata stabilita nella gravidanza umana. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicita' riproduttiva. Non sono stati tuttavia condotti studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. Cefotaxima attraversa la barriera placentare. Pertanto cefotaxima non deve essere usata durante la gravidanza, a meno che i beneficiprevisti non superino i potenziali rischi. Nelle donne in stato di gr avidanza e nella primissima infanzia, il prodotto va somministrato neicasi di effettiva necessita'. Cefotaxima passa nel latte materno uman o. Non possono essere esclusi effetti sulla flora intestinale fisiologica del bambino allattato al seno, con conseguenti diarrea, colonizzazione da parte di funghi lievitiformi e sensibilizzazione del bambino stesso. E' pertanto necessario decidere se interrompere l'allattamento o interrompere la terapia, tenendo conto dei benefici dell'allattamento al seno per il bambino e dei benefici della terapia per la madre.