Carboplatino Sun - Inf 600mg 60m

Dettagli:
Nome:Carboplatino Sun - Inf 600mg 60m
Codice Ministeriale:039946049
Principio attivo:Carboplatino
Codice ATC:L01XA02
Fascia:H
Prezzo:285.33
Produttore:Sun Pharmaceuticals Italia Srl
SSN:Non concedibile
Ricetta:OSP1 - uso ospedaliero art.92 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco generico
Forma:Concentrato per soluzione per infusione
Contenitore:Flacone
Iva:10%
Temp. Conservazione:Non superiore a +25, conservare il prodotto nella confezione originale
Scadenza:24 mesi

Denominazione

CARBOPLATINO SUN 10 MG/ML CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

Formulazioni

Carboplatino Sun - Inf 50mg 5ml
Carboplatino Sun - Inf 150mg 15m
Carboplatino Sun - Inf 450mg 45m
Carboplatino Sun - Inf 600mg 60m

Categoria farmacoterapeutica

Agenti antineoplastici, composti del platino.

Principi attivi

Un ml di concentrato contiene 10 mg di carboplatino. Un flaconcino da 5 ml di concentrato contiene 50 mg di carboplatino. Un flaconcino da 15 ml di concentrato contiene 150 mg di carboplatino. Un flaconcino da 45 ml di concentrato contiene 450 mg di carboplatino. Un flaconcino da60 ml di concentrato contiene 600 mg di carboplatino.

Eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Trattamento di carcinoma ovarico in fase avanzata di origine epiteliale, nella: terapia di prima linea; terapia di seconda linea, dopo l'insuccesso di altri trattamenti; carcinoma polmonare a piccole cellule.

Controindicazioni / effetti secondari

Il carboplatino e' controindicato nei pazienti che presentano: ipersensibilita' al principio attivo o ad altri composti contenenti platino; durante l'allattamento; grave mielosoppressione; tumori sanguinanti; grave compromissione renale preesistente (con clearance della creatinina <= a 20 ml/minuto).

Posologia

Usare solo per via endovenosa. La dose raccomandata di carboplatino per pazienti adulti non trattati in precedenza e con funzione renale normale e' pari a 400 mg/m^2 come dose singola somministrata per infusione endovenosa di breve durata (15-60 minuti). In alternativa, per determinare la dose puo' essere utilizzata la formula di Calvert. AUC Target: 5-7 mg/ml.min; chemioterapia programmata: carboplatino come agente singolo; stato di trattamento del paziente: precedentemente non trattati; AUC Target: 4-6 mg/ml.min; chemioterapia programmata: carboplatinocome agente singolo; stato di trattamento del paziente: precedentemen te trattati; AUC Target: 4-6 mg/ml.min; chemioterapia programmata: carboplatino piu' ciclofosfamide; stato di trattamento del paziente: precedentemente non trattati. Con la formula di Calvert, la dose totale dicarboplatino e' calcolata in mg, non in mg/m^2. La formula di Calvert non deve essere usata in pazienti che hanno ricevuto un pretrattament o esteso. I pazienti vengono considerati pesantemente pretrattati se hanno ricevuto i seguenti trattamenti: mitomicina C; nitrosurea; terapia di associazione con doxorubicina/ ciclofosfamide /cisplatino; terapia di associazione con 5 o piu' agenti; radioterapia >= 4500 rad, incentrata su un campo 20x20 cm o su piu' di un campo di terapia. In caso di mancata risposta del tumore, malattia progressiva e/o comparsa di effetti collaterali intollerabili la terapia con carboplatino deve essere interrotta. La somministrazione non deve essere ripetuta fino a quattro settimane dopo la precedente e/o finche' la conta dei neutrofili abbia raggiunto valori pari ad almeno 2000 cellule/mm^3 e la conta delle piastrine abbia raggiunto valori pari ad almeno 100.000 cellule/mm^3. Si raccomanda una riduzione del 20-25% della dose iniziale nei pazienti con fattori di rischio, ad esempio precedente trattamento mielosoppressivo e bassi livelli di performance status (ECOG-Zubrod 2-4 ovveroKarnofsky inferiore a 80). Nelle prime fasi del trattamento con carbo platino e in previsione di un futuro aggiustamento della dose si raccomanda di determinare il nadir ematologico mediante conta ematica settimanale. Compromissione della funzionalita' renale: pazienti con valoridi clearance della creatinina inferiori a 60 ml/min sono a maggior ri schio di sviluppare mielosoppressione. L'uso ottimale di carboplatino nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale richiede unadeguato aggiustamento del dosaggio e un monitoraggio frequente sia d ei nadir ematologici che della funzionalita' renale. Non somministrarecarboplatino in caso di velocita' di filtrazione glomerulare <= 20 ml /min. Terapia di combinazione: l'uso ottimale di carboplatino in associazione con altri agenti mielosoppressivi richiede aggiustamenti di dose secondo il dosaggio e lo schema di trattamento da adottare. Uso neibambini: l'esperienza con carboplatino nei bambini e' insufficiente p er formulare specifiche raccomandazioni per il dosaggio. Anziani: a seconda delle condizioni fisiche dei pazienti possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio all'inizio o nel corso del trattamento. Il prodotto deve essere diluito prima dell'infusione.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25 gradi C. Non refrigerare ocongelare. Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per protegge re il medicinale dalla luce.

Avvertenze

Il carboplatino deve essere somministrato da personale qualificato sotto la supervisione di un medico esperto nell'uso di terapia antineoplastica. Devono essere prontamente disponibili impianti diagnostici e ditrattamento per la gestione della terapia e di possibili complicanze. La mielosoppressione da carboplatino e' strettamente correlata alla s ua clearance renale. Pazienti con funzionalita' renale anormale o sottoposti a terapia concomitante con altri farmaci potenzialmente nefrotossici possono incorrere in mielotossicita' piu' grave e prolungata. I parametri di funzionalita' renale devono essere quindi attentamente valutati prima e durante la terapia. I cicli di infusione di carboplatino, in circostanze normali non devono essere ripetute piu' frequentemente di una volta al mese. Dopo la somministrazione di carboplatino si verificano trombocitopenia, leucopenia e anemia. Nel corso e dopo terapia con carboplatino si raccomanda un frequente monitoraggio della conta ematica periferica. L'associazione di carboplatino e altri composti mielosoppressivi deve essere programmata molto attentamente per quantoconcerne la dose e la durata, al fine di ridurre al minimo gli effett i aggiuntivi. In pazienti con grave mielosoppressione puo' essere richiesta una terapia trasfusionale di supporto. Il carboplatino puo' provocare nausea e vomito. E' stata riferita l'utilita' di un pretrattamento con antiemetici per ridurre l'incidenza e l'intensita' di questi effetti. Il carboplatino puo' provocare compromissione della funzionalita' renale ed epatica. Dosi molto elevate di carboplatino (>= 5 volte la dose raccomandata per singolo agente) hanno portato a gravi anomalienella funzionalita' epatica e/o renale. Non e' chiaro se un adeguato programma di idratazione riesca a superare gli effetti sulla funzionalita' renale. In presenza di grave alterazione dei test di funzionalita' renale o epatica di grado da moderato a grave, si rende necessaria una riduzione della dose o l'interruzione della terapia. L'incidenza e la severita' della nefrotossicita' possono aumentare nei pazienti che presentano una ridotta funzionalita' renale prima del trattamento con carboplatino. E' piu' probabile compromissione della funzione renale nei pazienti che hanno precedentemente sperimentato nefrotossicita' a seguito della terapia con cisplatino. Sebbene non esista evidenza clinica sulla nefrotossicita' del composto, si raccomanda di non associare carboplatino con aminoglicosidi o altri composti nefrotossici. Sono state segnalate infrequenti reazioni allergiche al carboplatino, ad esempio, eruzione eritematosa, febbre senza causa apparente o prurito. Raramente si sono verificati anafilassi, angioedema e reazioni anafilattoidi comprendenti broncospasmo, orticaria e edema facciale. Queste reazioni sono simili a quelli osservati dopo somministrazione di altri composti contenenti platino e si possono verificare entro pochi minuti. L'incidenza di reazioni allergiche puo' aumentare nel caso di precedente esposizione a terapia con platino; tuttavia, le reazioni allergiche sono state osservate durante l'esposizione iniziale al carboplatino. Ipazienti devono essere osservati con attenzione per possibili reazion i allergiche e gestiti con opportuna terapia di supporto, tra cui antiistaminici, adrenalina e/o glucocorticoidi. Devono essere effettuate su base regolare una valutazione neurologica e una valutazione dell'udito, soprattutto nei pazienti trattati con alte dosi di carboplatino. E' piu' probabile che neurotossicita', come parestesia, diminuzione deiriflessi tendinei profondi, e ototossicita' si manifestino in pazient i precedentemente trattati con altri trattamenti al platino e con altri agenti ototossici. Il potenziale cancerogeno del carboplatino non e'stato studiato, ma composti con meccanismi d'azione e mutagenicita' s imili sono stati indicati come cancerogeni. La sicurezza e l'efficaciadella somministrazione di carboplatino nei bambini non e' stata dimos trata. Durante la preparazione e la somministrazione di carboplatino non devono essere utilizzate apparecchiature contenenti alluminio.

Interazioni

Non e' raccomandata una terapia concomitante con farmaci nefrotossici o con farmaci ototossici, quali aminoglicosidi, vancomicina, capreomicina e diuretici, in quanto puo' causare aumento o peggioramento della tossicita' dovuta ai cambiamenti indotti dal carboplatino della clearance renale di queste sostanze. La mielosoppressione viene peggiorata dalla terapia di associazione con carboplatino ed altri composti mielosoppressivi. Pazienti sottoposti a terapia concomitante con altri agenti potenzialmente nefrotossici sono facilmente esposti a nefrotossicita' piu' grave e prolungata a causa della ridotta clearance renale del carboplatino. Si deve prestare cautela quando si utilizza il carboplatino in concomitanza con il warfarin, poiche' sono stati segnalati casi di aumento dell'INR. In caso di somministrazione concomitante di carboplatino e fenitoina, e' stata osservata una riduzione dei livelli di fenitoina nel siero. Cio' puo' causare la ricomparsa delle convulsioni e puo' richiedere un aumento delle dosi di fenitoina. La somministrazione concomitante di carboplatino e agenti chelanti deve essere evitata: dal punto di vista terapeutico, essa puo' provocare una riduzione dell'effetto antineoplastico del carboplatino. Tuttavia, negli esperimenti sugli animali o nell'uso clinico, l'effetto antineoplastico del carboplatino non e' stato influenzato dal dietil-ditiocarbamato.

Effetti indesiderati

Frequenza reazioni avverse: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1000, <=1/100); raro (>=1/10,000 <=1/1000); molto raro (<1/10.000), non nota. Patologie cardiache. Molto raro: eventi cardiovascolari (insufficienza cardiaca, embolia), cosi' come gli eventi cerebrovascolari (colpo apoplettico) sono stati riportati in singoli casi (rapporto di causalita' con il carboplatino non stabilito). Sono stati segnalati singoli casi di ipertensione. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: la mielosoppressione e' una tossicita'dose-limitante del carboplatino. La mielosoppressione e' inoltre pegg iorata da una terapia combinata con carboplatino ed altri composti mielosoppressivi, solitamente e' reversibile e non cumulativa quando il carboplatino viene usato come agente singolo e somministrato alle dosi e con le frequenze raccomandate. Alle dosi massime tollerate di carboplatino somministrato come agente singolo, la trombocitopenia con contaminima delle piastrine inferiore a 50 x 10^9/l, compare in circa un t erzo dei pazienti. Il nadir si ha solitamente tra il giorno 14 ed il giorno 21, con una ripresa entro 35 giorni dall'inizio della terapia. Si e' verificata leucopenia in circa il 20 % dei pazienti ma la ripresadal giorno del nadir (giorno 14-28) puo' essere piu' lenta e avviene solitamente entro 42 giorni dall'inizio della terapia. In circa un quinto dei pazienti si verifica neutropenia con conta dei granulociti <1 x 10^9/l. Una riduzione dell'emoglobina al di sotto di 9,5 mg/100 ml e' stata osservata nel 48% dei pazienti con valori basali normali. Frequentemente insorge anemia che puo' essere cumulativa. Comune: complicanze emorragiche, in genere minori; non comune: complicanze infettive; raro: neutropenia febbrile. Si sono verificati singoli casi di infezioni fatali ed emorragia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: fibrosi polmonare che si manifesta con senso di costrizione al torace e dispnea. Questo deve essere considerato se e' escluso uno stato di ipersensibilita' polmonare. Patologie del sistema nervoso. Comune: neuropatie periferiche. Nella maggior parte dei pazienti la neurotossicita' e' limitata a parestesie e diminuzione dei riflessitendinei profondi. Parestesie presenti prima di iniziare la terapia c on carboplatino possono persistere o aggravarsi durante il trattamentocon carboplatino. Non comune: sintomi del sistema nervoso centrale, t uttavia, sembrano essere spesso attribuiti alla terapia antiemetica concomitante. Patologie dell'occhio. Rari: disturbi transitori della vista, perdita transitoria della vista. E' stata segnalata neurite ottica. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Molto comuni: diminuzione subclinica della acuita' uditiva; comune: ototossicita' clinica. Solo l'1% dei pazienti presenta sintomi clinici. Nei pazienti precedentemente trattati con cisplatino e che hanno sviluppato perdita dell'udito correlata a tale trattamento, la compromissione dell'udito puo' persistere o peggiorare. Nei bambini che hanno ricevuto dosi di carboplatino superiori a quelli raccomandati e in associazione con altri farmaci ototossici e' stata segnalata perdita dell'udito clinicamente significativa. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea senza vomito compare in circa un quarto dei pazienti sottoposti a trattamento con carboplatino; in meta' dei pazienti e' stato segnalato vomito ed un terzo di questi ha sofferto di grave emesi. Nel 17% dei pazienti sono comparsi disturbi gastrointestinali associati a dolore. Comune: diarrea, stipsi, mucosite; raro: alterazione del gusto. Sono stati segnalati casi di anoressia. Patologie renali e urinarie. Molto comune: la tossicita'renale non e' solitamente dose-limitante nei pazienti che ricevono ca rboplatino, ne' richiede misure preventive, quali idratazione con fluidi ad alto volume o diuresi forzata. Tuttavia, aumentati livelli di urea sanguigna e di azoto nell'urea sanguigna o di creatinina nel siero possono verificarsi comunemente. Comune: e' possibile osservare anche compromissione della funzionalita' renale, definita come riduzione della clcr al disotto di 60 ml/min. L'incidenza e la gravita' della nefrotossicita' possono aumentare nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale prima del trattamento con carboplatino. Non e' chiaro se un idoneo programma di idratazione potrebbe evitare tale effetto,ma una riduzione del dosaggio o l'interruzione della terapia sono ric hieste in presenza di moderata o grave alterazione della funzionalita'renale. Il carboplatino e' controindicato nei pazienti con velocita' di filtrazione glomerulare pari o inferiore a 20 ml/min. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: alopecia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: dopo il trattamento con carboplatino sono state segnalate riduzioni di elettroliti sierici (sodio, magnesio, potassio e calcio), ma non sono stati segnalati casi cosi'gravi da provocare la comparsa di segni o sintomi clinici; rari: sono stati segnalati casi di iponatriemia. Tumori benigni, maligni e non s pecificati (cisti e polipi compresi). Non comune: tumori secondari maligni (inclusa leucemia promielocitica comparsa 6 anni dopo la monoterapia con carboplatino e prima della radioterapia) (la relazione causalenon e' stata definita). Patologie sistemiche e condizioni relative al la sede di somministrazione. Molto comune: iperuricemia. I livelli sierici di acido urico possono essere ridotti con l'allopurinolo. Astenia. Comune: malessere, orticaria, sindrome simil-influenzale, eruzione eritematosa, prurito; non comune: febbre e brividi senza evidenza di infezioni, reazioni al sito di iniezione, quali dolore, eritema, edema, orticaria e necrosi; rare: sindrome emolitico-uremica. Disturbi del sistema immunitario. Comune: reazioni allergiche al carboplatino, ad esempio, eruzione cutanea, orticaria, eruzione eritematosa, e febbre senza causa apparente o prurito. Queste reazioni sono simili a quelle osservate dopo somministrazione di altri composti contenenti platino e deve essere gestita con opportuna terapia di supporto; Raro: si sono verificati anafilassi, shock anafilattico, angioedema e reazioni anafilattoidi, incluso broncospasmo, orticaria, edema facciale e rossore al viso, dispnea, ipotensione, capogiri, respiro affannoso e tachicardia. Patologie epatobiliari. Molto comune: con il carboplatino, sono state segnalate anomalie dei test di funzionalita' epatica (generalmente da lieve a moderata) in circa un terzo dei pazienti con valori basali normali. Il livello di fosfatasi alcalina e' aumentato piu' frequentemente del livello di glutammico-ossalacetica transaminasi sierica (SGOT), glutammico-piruvica transaminasi sierica (SGPT) o la bilirubina totale. Rari: grave disfunzione epatica (compresa la necrosi epatica acuta).

Gravidanza e allattamento

La sicurezza sull'uso del carboplatino durante la gravidanza non e' stata stabilita: studi condotti su animali hanno dimostrato tossicita' riproduttiva. Il carboplatino ha dimostrato di essere embriotosico, di essere teratogeno nel ratto e mutageno in vivo ed in vitro. Il carboplatino non deve essere usato durante la gravidanza, se non chiaramente indicato. Se il carboplatino viene usato durante la gravidanza, la paziente deve essere informata del potenziale rischio per il feto. Alle donne in eta' fertile deve essere consigliato di evitare la gravidanza durante il trattamento con carboplatino e di usare efficaci metodi contraccettivi durante la terapia. Alle donne gravide o a quelle che lo diventano nel corso della terapia si deve fornire una consulenza genetica. Il carboplatino e' genotossico. Quindi si raccomanda agli uomini sottoposti a trattamento con carboplatino di non procreare nel corso e fino a 6 mesi dopo il trattamento e di cercare consulenza sulla conservazione dello sperma prima del trattamento a causa della possibilita' dell'instaurarsi di una infertilita' irreversibile dovuta alla terapiacon carboplatino. Non e' chiaro se il carboplatino venga escreto nel latte materno. A causa del rischio di effetti nocivi sul neonato in allattamento, durante il trattamento con carboplatino si deve interrompere l'allattamento al seno.