Capecitabina Acc - 120cpr 300mg

Dettagli:
Nome:Capecitabina Acc - 120cpr 300mg
Codice Ministeriale:042640096
Principio attivo:Capecitabina
Codice ATC:L01BC06
Fascia:A
Prezzo:129.96
Lattosio:Contiene lattosio
Produttore:Accord Healthcare Italia Srl
SSN:Concedibile esente
Ricetta:RNRL - vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti art.93 DL 219/06
Tipo prodotto:Farmaco generico
Forma:Compresse rivestite
Contenitore:Blister opaco
Iva:10%
Temp. Conservazione:Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza:36 mesi

Denominazione

CAPECITABINA ACCORD 300 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Formulazioni

Capecitabina Acc - 60cpr 300mg
Capecitabina Acc - 120cpr 300mg
Capecitabina Acc - 60cpr 300mg
Capecitabina Acc - 120cpr 300mg
Capecitabina Acc - 60cpr 300mg
Capecitabina Acc - 120cpr 300mg

Categoria farmacoterapeutica

Citostatici (antimetaboliti).

Principi attivi

Ciascuna compressa rivestita con film contiene 300 mg di capecitabina.

Eccipienti

Nucleo della compressa: lattosio anidro, cellulosa microcristallina (E460), croscarmellosa sodica, ipromellosa, magnesio stearato. Rivestimento della compressa: ipromellosa, talco, biossido di titanio (E171).

Indicazioni

Terapia adiuvante nei pazienti sottoposti a chirurgia per carcinoma del colon di stadio III (Dukes C). Trattamento del carcinoma del colon-retto metastatico. Trattamento di prima linea del carcinoma gastrico avanzato in associazione con un regime a base di platino. In associazione a docetaxel e' indicato nel trattamento di pazienti con carcinoma della mammella localmente avanzato o metastatico dopo fallimento della chemioterapia citotossica. La precedente terapia deve avere incluso un'antraciclina. Inoltre e' indicato in monoterapia per il trattamento dipazienti con carcinoma della mammella localmente avanzato o metastati co dopo fallimento di un regime chemioterapico contenente taxani e un'antraciclina o per le quali non e' indicata un'ulteriore terapia con antracicline.

Controindicazioni / effetti secondari

Anamnesi di reazioni gravi o inattese alla terapia con una fluoropirimidina. Ipersensibilita' alla capecitabina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Nei pazienti con nota deficienza di diidropirimidina deidrogenasi (DPD). Durante la gravidanza e l'allattamento. Nei pazienti affetti da forme gravi di leucopenia, neutropenia o trombocitopenia. Nei pazienti con grave compromissione della funzione epatica. Nei pazienti con grave compromissione della funzione renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min). Durante il trattamento con sorivudina o suoi analoghi chimicamente correlati, come la brivudina. Se esistono controindicazioni ad uno qualsiasi dei medicinali nel regime di associazione, tale medicinale non deve essere utilizzato.

Posologia

Monitorare attentamente durante il primo ciclo di trattamento. Interrompere il trattamento in caso di comparsa di tossicita' grave o di progressione della malattia. Monoterapia. Carcinoma del colon, del colon-retto e della mammella: 1250 mg/m^2, 2 volte al giorno (mattino e sera)per 14 giorni, seguita da un periodo di 7 giorni di intervallo. La te rapia adiuvante nei pazienti con carcinoma del colon in stadio III e' consigliata per la durata di 6 mesi. Terapia di associazione. Carcinoma del colon, del colon-retto e gastrico: ridurre capecitabina a 800-1000 mg/m^2, se somministrata 2 volte al giorno per 14 giorni, seguiti da un periodo di 7 giorni di intervallo o a 625 mg/m^2 2 volte al giorno se somministrata continuativamente. L'introduzione di medicinali biologici in regime di associazione non ha effetto sulla dose iniziale dicapecitabina. Nei pazienti in trattamento con l'associazione capecita bina piu' cisplatino occorre iniziare, prima della somministrazione dicisplatino, una pre-medicazione per mantenere un'adeguata idratazione e un trattamento antiemetico. Nei pazienti in trattamento con l'assoc iazione capecitabina piu' oxaliplatino eseguire la premedicazione con antiemetici. Nei pazienti affetti da tumore del colon in stadio III siraccomanda una durata di 6 mesi del trattamento adiuvante. Carcinoma della mammella: 1250 mg/m^2 2 volte al giorno per 14 giorni, seguiti da un periodo di 7 giorni di intervallo, in associazione a docetaxel 75mg/m^2 in infusione endovenosa di 1 ora ogni 3 settimane. Nei pazient i in trattamento con l'associazione capecitabina e docetaxel, prima della somministrazione di docetaxel, iniziare una pre-medicazione con uncorticosteroide orale. Calcolo della dose. Dose di 1.250 mg/m^2 (2 vo lte al giorno). Superficie corporea <= 1,26 m^2: 1.500 mg; 1,27- 1,38 m^2: 1.650 mg; 1,39- 1,52 m^2: 1.800 mg; 1,53 - 1,66 m^2: 2.000 mg; 1,67- 1,78 m^2: 2.150 mg; 1,79- 1,92 m^2: 2.300 mg; 1,93- 2,06 m^2: 2.500 mg; 2,07-2,18 m^2: 2.650 mg; >= 2,19 m^2: 2.800 mg. Dose di 1.000 mg/m^2 (2 volte al giorno). Superficie corporea <= 1,26 m^2: 1.150 mg; 1,27- 1,38 m^2: 1.300 mg; 1,39- 1,52 m^2: 1.450 mg; 1,53 - 1,66 m^2: 1.600 mg; 1,67- 1,78 m^2: 1.750 mg; 1,79- 1,92 m^2: 1.800 mg; 1,93- 2,06 m^2: 2.000 mg; 2,07-2,18 m^2: 2.150 mg; >= 2,19 m^2: 2.300. Aggiustamenti posologici durante il trattamento. La tossicita' causata dalla somministrazione di capecitabina puo' essere gestita con trattamento sintomatico e/o modifica della dose (interruzione del trattamento o riduzione della dose). Una volta ridotta, non aumentare la dose successivamente. In caso di tossicita' che a giudizio del medico curante difficilmente possono diventare serie o letali, il trattamento puo' essere continuato alla stessa dose senza riduzione o interruzione. Le dosi di capecitabina escluse a causa di tossicita' non possono essere sostituite. Riduzione della dose di capecitabina (ciclo di 3 settimane o trattamento continuo). Tossicita' grado1: mantenere il livello della dose. Grado2. Prima, seconda e terza comparsa: interruzione del trattamento fino al raggiungimento del grado >0-1 (aggiustamento posologico per ilciclo successivo rispettivamente 100 %, 75%, 50%; quarta comparsa: in terruzione permanente del trattamento. Grado3. Prima comparsa e seconda comparsa: interruzione del trattamento fino al raggiungimento del grado 0-1 (aggiustamento posologico per il ciclo successivo rispettivamente 100% e 75%); terza comparsa: interruzione permanente del trattamento. Seconda comparsa: interruzione permanente. Grado4. Prima comparsa:interruzione permanente o qualora la continuazione del trattamento ra ppresentasse un vantaggio reale per il paziente, interrompere il trattamento fino al raggiungimento del grado 0-1 (aggiustamento posologico per il ciclo successivo 50%); seconda comparsa: interruzione permanente. Ematologia: i pazienti con conta dei neutrofili al basale <1,5 x 10^9/l e/o conta piastrinica <100 x 10^9/l non devono essere trattati con capecitabina. Nel caso in cui esami di laboratorio non pianificati durante un ciclo di trattamento mostrino che la conta dei neutrofili scende al di sotto di 1,0 x 10^9/l o che la conta piastrinica scende al di sotto di 75 x 10^9/l, interrompere il trattamento. Modifiche della dose per tossicita' quando capecitabina e' utilizzata come ciclo di 3 settimane in associazione con altri medicinali. All'inizio del ciclo di trattamento, se e' indicato un posticipo del trattamento o per il farmaco o per l'altro/gli altri medicinale/i, posticipare la somministrazione di tutta la terapia fino al raggiungimento dei requisiti per la ripresa della somministrazione di tutti i medicinali. Durante il ciclodi trattamento, per quelle tossicita' considerate dal medico non corr elate a capecitabina, continuare il trattamento con capecitabina e aggiustare la dose dell'altro medicinale secondo le relative informazioniprescrittive. Se l'altro medicinale deve essere interrotto definitiva mente, il trattamento con capecitabina puo' essere ripreso una volta raggiunti i requisiti per la reintroduzione di capecitabina. Aggiustamenti posologici in particolari popolazioni di pazienti. Compromissione della funzione epatica: non vi sono sufficienti dati. Compromissione della funzione renale: capecitabina e' controindicata in pazienti affetti da insufficienza renale grave. Si raccomanda una riduzione al 75% per una dose iniziale pari a 1250 mg/m^2 nei pazienti con moderata compromissione della funzione renale al basale. Non e' richiesta una riduzione della dose per una dose iniziale di 1000 mg/m^2 in pazienti con insufficienza renale moderata al basale. Non si raccomanda alcun aggiustamento della dose iniziale nei pazienti con lieve compromissione della funzione renale. Se il paziente sviluppa un evento avverso di grado 2, 3 o 4 durante il trattamento, sono consigliabili un attento monitoraggio e l'interruzione immediata del trattamento, e aggiustare la dosesuccessiva. Se durante il trattamento la clearance della creatinina c alcolata scende al di sotto di 30 ml/min, interrompere il farmaco. Anziani >= 60 anni: in monoterapia, non e' necessario alcun aggiustamentodella dose iniziale. In associazione ad altri medicinali, e' consigli abile un attento monitoraggio. In associazione con docetaxel: si raccomanda una dose iniziale di capecitabina ridotta al 75%. Se non si manifestasse tossicita' in pazienti di eta' >= 60 anni trattati con una dose iniziale ridotta di capecitabina in associazione a docetaxel, la dose di capecitabina puo' essere cautamente incrementata a 1250 mg/m^2 2volte al giorno. Non esiste un utilizzo rilevante nella popolazione p ediatrica. Ingerire con acqua entro 30 minuti dopo un pasto.

Conservazione

Blister in alluminio/alluminio: questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Blister in PVC/PVdC/alluminio: non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

Avvertenze

Le tossicita' che limitano la dose comprendono diarrea, dolori addominali, nausea, stomatite e sindrome mano-piede (reazione cutanea mano-piede, eritrodisestesia palmo- plantare). La maggior parte delle reazioni avverse e' reversibile e non necessita di interruzione permanente della terapia, anche se puo' rendersi necessaria una sospensione o riduzione delle dosi. Diarrea: i pazienti con diarrea grave devono essere attentamente monitorati e, in caso di disidratazione, devono essere loro somministrati liquidi ed elettroliti. Puo' essere somministrato trattamento antidiarroico standard (ad es. loperamide). Se necessario si deve effettuare una riduzione della dose. Disidratazione: la disidratazione deve essere prevenuta o corretta quando insorge. I pazienti con anoressia, astenia, nausea, vomito o diarrea possono rapidamente andareincontro a disidratazione. Se si verifica disidratazione di grado 2 ( o superiore), il trattamento con capecitabina deve essere immediatamente interrotto e la disidratazione corretta. Il trattamento non deve essere ripreso finche' il paziente non e' stato reidratato e ogni causa precipitante corretta o controllata. Modificazioni della dose devono essere effettuate per l'evento avverso precipitante secondo necessita'.Sindrome mano-piede (nota anche come reazione cutanea mano-piede o er itrodisestesia palmoplantare o eritema delle estremita' indotto da chemioterapia): se dovesse verificarsi sindrome mano-piede di grado 2 o 3sospendere la somministrazione di capecitabina fino alla risoluzione o alla riduzione dell'intensita' dei sintomi al grado 1. A seguito della manifestazione della sindrome manopiede di grado 3, le dosi successive devono essere diminuite. Quando capecitabina e cisplatino sono utilizzati in associazione, non e' raccomandato l'uso della vitamina B6 (piridoxina) per il trattamento sintomatico o di profilassi secondaria della sindrome mano-piede, in quanto casi pubblicati hanno dimostrato che puo' ridurre l'efficacia di cisplatino. Cardiotossicita': la terapia con fluoropirimidine e' stata associata a cardiotossicita', comprendente infarto del miocardio, angina, aritmia, shock cardiogeno, morte improvvisa e alterazioni elettrocardiografiche (inclusi casi molto rari di prolungamento dell'intervallo QT). Dette reazioni avverse possonoverificarsi piu' frequentemente nei pazienti con precedente anamnesi di coronaropatia. Dai pazienti che assumevano capecitabina sono stati segnalati aritmia cardiaca (comprendente fibrillazione ventricolare, torsione di punta e bradicardia), angina pectoris, infarto del miocardio, insufficienza cardiaca e cardiomiopatia. In caso di pazienti con anamnesi di cardiopatia, aritmia e angina pectoris occorre prestare particolare cautela. Ipo- o ipercalemia: durante il trattamento con capecitabina sono stati segnalati casi di ipo- o ipercalemia. In caso di pazienti con pre-esistente storia di ipo- o ipercalemia occorre prestare particolare cautela. Malattie del sistema nervoso centrale o periferico: i pazienti affetti da malattie del sistema nervoso centrale o periferico, per esempio metastasi cerebrale o neuropatia, devono essere considerati con cautela. Diabete mellito o disturbi elettrolitici: i pazienti affetti da diabete mellito o disturbi elettrolitici, vista la possibilita' di aggravamento durante il trattamento con capecitabina, devono essere considerati con cautela. Anticoagulanti cumarino-derivati: in uno studio sull'interazione con la somministrazione di una singola dose di warfarin, si e' registrato un significativo incremento dell'AUC media (+57%) di Swarfarin. Questi dati suggeriscono un'interazione, probabilmente dovuta all'inibizione dell'isoenzima 2C9 del citocromo P450 da parte della capecitabina. I pazienti che assumono anticoagulanti orali cumarino-derivati insieme a capecitabina devono essere monitorati regolarmente per l'eventuale verificarsi di alterazioni dei parametri della coagulazione (INR o PT) e la dose degli anticoagulanti deve essere aggiustata di conseguenza. Compromissione della funzione epatica: in assenza di dati sulla sicurezza e l'efficacia in pazienti con compromissione della funzione epatica, l'utilizzo di capecitabina deve essere attentamente monitorato in pazienti con disfunzione epatica da lieve a moderata, indipendentemente dalla presenza di metastasi del fegato. La somministrazione di capecitabina deve essere interrotta se si verificano aumenti della bilirubina, correlati al trattamento, maggiori di 3,0 x LSN o aumenti delle aminotransferasi epatiche (ALT, AST), correlati al trattamento, maggiori di 2,5 x LSN. Il trattamento con capecitabina in monoterapia puo' essere ripreso quando la bilirubina si riduce a <= 3,0 x LSN o le aminotransferasi epatiche si riducono a <= 2,5 x LSN. Compromissione della funzione renale: l'incidenza di reazioni avverse di grado 3 o 4 in pazienti affetti da moderata compromissione della funzione renale (clearance della creatinina pari a 30-50 ml/min) e' maggiore rispetto alla popolazione globale. Deficit di diidropirimidina deidrogenasi (DPD): la tossicita' rara, inattesa e grave (per es. stomatite, diarrea, neutropenia e neurotossicita') associata a 5FUe' stata correlata a un deficit dell'attivita' della DPD. Pertanto, n on puo' essere escluso un nesso tra la diminuzione dei livelli della DPD e l'aumento degli effetti tossici potenzialmente letali della 5-FU.I pazienti con deficit di DPD noto non devono essere trattati con cap ecitabina. In pazienti con deficit di DPD non identificato che vengonotrattati con capecitabina possono verificarsi tossicita' potenzialmen te letali come episodi di sovradosaggio acuto. In caso di tossicita' acuta di grado 2-4 il trattamento deve essere sospeso immediatamente fino a quando la tossicita' osservata non si risolve. La sospensione definitiva del trattamento deve essere presa in considerazione sulla basedella valutazione clinica dell'insorgenza, della durata e della gravi ta' delle tossicita' osservate. Complicanze oftalmologiche : I pazienti devono essere attentamente monitorati per complicanze oftalmologichecome disturbi e cheratite corneale, soprattutto se hanno una preceden te storia di disturbi agli occhi. Il trattamento dei disturbi oculari deve essere iniziato in maniera clinicamente appropriata. Contiene lattosio anidro.

Interazioni

Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti. Interazioni con altri medicinali. Substrati del citocromo P-450 2C9: oltre agli studi sul warfarin, non sono stati condotti altri studi formali di interazione farmaco-farmaco tra capecitabina e altri substrati di CYP2C9. Occorre esercitare la debita cautela nel somministrare capecitabinainsieme ai substrati di 2C9 (ad esempio la fenitoina). Anticoagulanti cumarino-derivati: in pazienti trattati contemporaneamente con capeci tabina e anticoagulanti cumarino-derivati, come per esempio warfarina e fenprocumone, sono state riferite alterazioni dei parametri della coagulazione e/o emorragie. Tali reazioni si sono verificate in un arco di tempo compreso tra qualche giorno e diversi mesi dall'inizio della terapia con capecitabina e, in alcuni casi, entro un mese dall'interruzione della terapia con capecitabina. In uno studio clinico sull'interazione farmacocinetica, dopo la somministrazione di una singola dose di 20 mg di warfarin, il trattamento con capecitabina ha incrementato del 57% l'AUC di S-warfarin con un incremento del 91% del valore di INR. Poiche' il metabolismo di R-warfarin non e' stato alterato, questi dati suggeriscono che la capecitabina riduce l'isoenzima 2C9 ma non ha effetti sugli isoenzimi 1A2 e 3A4. I pazienti che assumono anticoagulanti cumarino-derivati in concomitanza con capecitabina devono essere monitorati regolarmente per l'eventuale verificarsi di alterazioni dei parametri della coagulazione (PT o INR) e la dose degli anticoagulantideve essere aggiustata di conseguenza. Fenitoina: durante l'uso conco mitante di capecitabina e fenitoina sono stati registrati incrementi delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina, con comparsa di sintomi da intossicazione da fenitoina in singoli casi. I pazienti che assumono fenitoina in concomitanza con capecitabina devono essere monitorati regolarmente per l'eventuale verificarsi di incremento delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina. Acido folinico: l'acido folinico non ha effetti significativi sulla farmacocinetica della capecitabina e deisuoi metaboliti. Tuttavia, l'acido folinico produce effetti sulla far macodinamica della capecitabina la cui tossicita' puo' risultare incrementata dall'acido folinico: la dose massima tollerata di capecitabinada sola a regimi intermittenti e' 3000 mg/m^2 al giorno, mentre quand o capecitabina era associata ad acido folinico (30 mg p.o. due volte al giorno) la dose massima tollerata di capecitabina scendeva a soltanto 2000 mg/m^2 al giorno. Sorivudina e analoghi: e' stata riportata unainterazione farmaceutica clinicamente significativa tra sorivudina e 5-FU, risultante dall'inibizione della diidropirimidina deidrogenasi da parte della sorivudina. Questa interazione, che porta ad un aumento della tossicita' della fluoropirimidina, e' potenzialmente fatale. Perquesto motivo la capecitabina non deve essere somministrata in concom itanza con sorivudina o i suoi analoghi chimicamente correlati, come la brivudina. E' necessario osservare un periodo di riposo di almeno 4 settimane tra la fine del trattamento con sorivudina o con i suoi analoghi chimicamente correlati come la brivudina e l'inizio della terapiacon capecitabina. Antiacidi: e' stato studiato l'effetto di un antiac ido contenente idrossido di alluminio e idrossido di magnesio sulla farmacocinetica della capecitabina. Si e' verificato un lieve aumento delle concentrazioni plasmatiche della capecitabina e di un metabolita (5'-DFCR); non si e' verificato alcun effetto sui 3 metaboliti principali (5'-DFUR, 5-FU e FBAL). Allopurinolo: sono state osservate interazioni del 5-FU con allopurinolo, con possibile diminuizione dell'efficacia del 5-FU. Si deve evitare l'uso concomitante di allopurinolo e capecitabina. Interferone alfa: la dose massima tollerata di capecitabina e' risultata pari a 2000 mg/m^2 al giorno quando assunta in associazione a interferone alfa-2a (3 MUI/m^2 al giorno), rispetto a 3000 mg/m^2al giorno quando capecitabina era somministrata da sola. Radioterapia : la dose massima tollerata di capecitabina in monoterapia utilizzandoil regime intermittente e' di 3000 mg/m^2 al giorno mentre, quando co mbinata con radioterapia per il carcinoma del retto, la dose massima tollerata di capecitabina e' 2000 mg/m^2 al giorno, usando o una somministrazione continua o una somministrazione giornaliera da lunedi' a venerdi' in concomitanza al ciclo di trattamento radioterapico di 6 settimane. Oxaliplatino: non si e' verificata alcuna differenza clinicamente significativa nell'esposizione alla capecitabina o ai suoi metaboliti, platino libero o platino totale quando la capecitabina e' stata somministrata in associazione a oxaliplatino o in associazione a oxaliplatino e bevacizumab. Bevacizumab: non si e' verificato alcun effetto clinicamente significativo del bevacizumab sui parametri farmacocinetici della capecitabina o dei suoi metaboliti in presenza di oxaliplatino. Interazione con il cibo: in tutti gli studi clinici i pazienti eranostati informati di dover assumere la capecitabina nei 30 minuti succe ssivi al pasto. Poiche' gli attuali dati relativi alla sicurezza e all'efficacia si basano sulla somministrazione del medicinale con cibo, si raccomanda di somministrare capecitabina con cibo. La somministrazione con il cibo diminuisce la percentuale di assorbimento di capecitabina.

Effetti indesiderati

>>Capecitabina in monoterapia. Infezioni ed infestazioni: infezione virale erpetica, nasofaringite, infezione del tratto respiratorio inferiore, sepsi infezione del tratto urinario, cellulite, tonsillite, faringite, candidosi orale, influenza, gastroenterite, infezione fungina, infezione, ascesso dentale. Tumori benigni, maligni e non specificati: lipoma. Patologie del sistema emolinfopoietico: neutropenia, anemia, neutropenia febbrile, pancitopenia, granulocitopenia, trombocitopenia, leucopenia, anemia emolitica, aumento del rapporto internazionale normalizzato (inr)/ prolungamento del tempo di protrombina. Disturbi del sistema immunitario: ipersensibilita'. Disturbi del metabolismo e dellanutrizione: anoressia, disidratazione, perdita di peso, diabete, ipok aliemia, disturbi dell'appetito, malnutrizione, ipertrigliceridemia. Disturbi psichiatrici: insonnia, depressione, stato confusionale, attacco di panico, depressione dell'umore, riduzione della libido. Patologie del sistema nervoso: mal di testa, letargia, capogiro, parestesia, disgeusia, afasia, disturbi della memoria, atassia, sincope, disturbi dell'equilibrio, disturbi sensori, neuropatia periferica. Patologie dell'occhio: aumento della lacrimazione, congiuntivite, irritazione dell'occhio, ridotta acuita' visiva, diplopia. Patologie dell'orecchio e del labirinto: capogiro, dolore all'orecchio. Patologie cardiache: angina instabile, angina pectoris, ischemia miocardica, fibrillazione atriale, aritmia, tachicardia, tachicardia sinusale, palpitazioni. Patologie vascolari: tromboflebite, trombosi venosa profonda, ipertensione, petecchie, ipotensione, arrossamenti, senso di freddo alle estremita'. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: dispnea, epistassi, tosse, rinorrea, embolia polmonare, pneumotorace, emottisi, asma, dispnea da sforzo. Patologie gastrointestinali: diarrea, vomito, nausea, stomatite, dolore addominale, emorragia gastrointestinale, costipazione, dolore all'addome superiore, dispepsia, flatulenza, secchezza delle fauci, ostruzione intestinale, ascite, enterite gastrite, disfagia, dolore all'addome inferiore, esofagite, disturbi addominali, malattia dareflusso gastroesofageo, colite, sangue nelle feci. Patologie epatobi liari: iperbilirubinemia, anomalie nei test di funzionalita' epatica, ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare, rash, alopecia, eritema, pelle secca, prurito, iperpigmentazione cutanea, rash maculare, desquamazione dellapelle, dermatite, disturbi della pigmentazione, disturbi ungueali, ve scicola, ulcerazione della pelle, rash, orticaria, reazione da fotosensitivita', eritema palmare, rigonfiamento facciale, porpora, sindrome da "rievocazione" della radiazione. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: dolore alle estremita', dolore alla schiena, artralgia, rigonfiamento delle articolazioni, dolore osseo, dolore facciale, rigidita' muscoloscheletrica, debolezza muscolare. Patologie renali e urinarie: idronefrosi, incontinenza urinaria, ematuria,nicturia, aumento della creatininemia. Patologie dell'apparato riprod uttivo e della mammella: emorragia vaginale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: affaticamento, astenia, piressia, edema periferico, malessere, dolore toracico, edema, brividi, malattia simil-influenzale, rigidita', aumento della temperatura corporea. >>capecitabina nella terapia di associazione. Infezioni ed infestazioni: herpes zoster, infezione del tratto urinario, candidosi orale, infezione delle vie aeree superiori, rinite, influenza, infezione, herpes orale. Patologie del sistema emolinfopoietico: neutropenia, leucopenia, anemia, neutropenia febbrile, trombocitopenia, depressionemidollare, neutropenia febbrile. Disturbi del sistema immunitario: ip ersensibilita'. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Riduzionedell'appetito, ipokaliemia, iponatremia, ipomagnesemia, ipocalcemia, iperglicemia. Disturbi psichiatrici: disturbi del sonno, ansia. Patologie del sistema nervoso: parestesia, disestesia, neuropatia periferica, neuropatia periferica sensoriale, disgeusia, cefalea, neurotossicita', tremore, nevralgia, reazione di ipersensibilita', ipoestesia. Patologie dell'occhio: aumento della lacrimazione, disturbi della vista, secchezza oculare, dolore oculare, riduzione della vista, vista offuscata. Patologie dell'orecchio e del labirinto: tinnito, ipoacusia. Patologie cardiache: fibrillazione atriale, ischemia cardiaca/infarto. Patologie vascolari: edema degli arti inferiori, ipertensione, embolia e trombosi, arrossamento, ipotensione, crisi ipertensive, vampate di calore, flebiti. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Mal di gola, disestesia della faringe, sighiozzo, dolore faringolaringeo, disfonia. Patologie gastrointestinali: stipsi, dispepsia, emorragia gastrointestinale superiore, ulcerazione della bocca, gastrite, distensioneaddominale, malattia da reflusso gastroesofageo, dolore alla bocca, d isfagia, emorragia rettale, dolore addominale inferiore, disestesia orale, parestesia orale, ipoestesia orale, dolore addominale. Patologie epatobiliari: alterazione della funzionalita' epatica. Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneo: alopecia, disturbi a carico delle un ghie, iperidrosi, eruzione eritematosa, orticaria, sudorazione notturna. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: mialgia, artralgia, dolore alle estremita', dolore mandibolare, spasmimuscolari, trisma, debolezza muscolare. Patologie renali e urinarie: ematuria, proteinuria, riduzione della clearance della creatinina, disuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: piressia, debolezza, letargia, intolleranza alla temperatura, infiammazione delle mucose dolore agli arti, dolore, brividi, doloreal torace, sindrome simil-influenzale, febbre, reazioni correlate all 'infusione, reazioni correlate al sito di iniezione, dolore nel sito di infusione, dolore nel sito di iniezione. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura: contusione. >>Post-marketing. Patologie dell'occhio: stenosi del dotto lacrimale, disturbi della cornea, cheratite, cheratite puntata. Patologie cardiache: fibrillazione ventricolare, prolungamento dell'intervallo qt, torsione di punta, bradicardia, vasospasmo. Patologie epatobiliari: compromissione della funzione epatica, epatite colestatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: lupus eritematoso cutaneo. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

Gravidanza e allattamento

Le donne potenzialmente fertili devono essere informate al fine di evitare il rischio di gravidanza durante il trattamento con capecitabina.In caso di gravidanza durante il trattamento con capecitabina, la paz iente dovra' essere informata relativamente al rischio potenziale per il feto. Durante il trattamento deve essere utilizzato un metodo contraccettivo efficace. Non sono stati effettuati studi con capecitabina su donne in gravidanza; si puo' tuttavia ritenere che la capecitabina se somministrata a donne in stato di gravidanza, possa provocare danni al feto. In studi sulla tossicita' durante la riproduzione svolti sugli animali, la somministrazione di capecitabina ha provocato letalita' embrionale e teratogenicita'. Questi risultati sono gli effetti attesidei derivati della fluoropirimidina. La capecitabina e' controindicat a in gravidanza. Non e' noto se la capecitabina sia escreta nel latte materno. Nel latte del topo durante il periodo dell'allattamento sono state rinvenute notevoli quantita' di capecitabina e dei suoi metaboliti. Sospendere l'allattamento al seno durante il periodo di trattamento con capecitabina. Non vi sono dati sulla capecitabina e sul suo impatto sulla fertilita'. Gli studi registrativi di capecitabina hanno incluso donne in eta' fertile e uomini solo se disponibili ad utilizzare per tutta la durata dello studio e per un periodo successivo ragionevole un metodo contraccettivo adeguato per evitare la gravidanza. Negli studi sugli animali sono stati osservati effetti sulla fertilita'.