Tumore al polmone, l'IA aiuta a predire la risposta all'immunoterapia

Istituto nazionale tumori, 'sviluppato un algoritmo per cure più mirate'


L'Intelligenza artificiale è in grado di prevedere l'efficacia dell'immunoterapia nei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule metastatico, il sottotipo più comune di cancro polmonare, permettendo terapie più mirate e personalizzate. È quanto emerge dal grande progetto di ricerca internazionale i3Lung. A certificare i promettenti risultati dello studio multimodale, dopo quattro anni di lavoro, 2.396 pazienti coinvolti e 16 partnership attivate, è la rivista scientifica Nature Medicine, che pubblica uno studio prodotto dal team guidato da Arsela Prelaj, oncologa della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano e principal investigator del progetto.
    "Abbiamo raccolto da una popolazione molto ampia quattro tipologie di dati: immagini di Tc, dati di digital pathology, dati di genomica e risultati clinici di normali esami di laboratorio, integrandoli in modelli di machine learning early fusion e deep learning intermediate-fusion - spiega Prelaj, che nell'istituto milanese dirige il laboratorio di ricerca sulle applicazioni dell'IA in oncologia -. Il risultato è un algoritmo in grado di prevedere meglio la risposta individuale ai regimi di immunoterapia, uno strumento che aiuterà a stratificare correttamente i pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule metastatico e a creare un trattamento su misura per ogni caso, promettendo di migliorare molto l'efficacia dell'immunoterapia".
    Per questo tipo di patologia, infatti, l'immunoterapia (combinata o meno con la chemioterapia) è lo standard di cura ma spesso presenta una forte tossicità e non sempre porta ad un'efficacia clinica duratura. La sua selezione nel caso di un cancro polmonare non a piccole cellule si basa ancora su analisi di sottogruppi e punteggi clinici e l'efficacia, di fatto, si riesce a misurare solo ex post. La prospettiva viene dunque ribaltata, aprendo la strada alla possibilità di prevedere prima per quali pazienti la terapia sarà più efficace e che tipo di risposta ci si può attendere.
    La ricerca, inoltre, comprende anche uno usability study che ha misurato l'utilità dello strumento per una platea di medici più ampia degli specialisti del cancro al polmone e dal confronto è emerso che tutti gli specialisti beneficiano dell'aggiunta di questo strumento nel predire l'efficacia dell'immunoterapia.
   
   

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