Una paziente di Oristano è stata
sottoposta nei giorni scorsi a un complesso intervento di
chirurgia oncologica all'Arnas 'G. Brotzu' di Cagliari dopo un
lungo percorso terapeutico segnato da numerosi trattamenti e da
una rarissima alterazione genetica associata a tumori
annessiali. L'intervento è stato eseguito dall'équipe della
struttura di Ginecologia Oncologica diretta dal professor
Antonio Macciò e ha previsto una peritonectomia diaframmatica
associata a resezione del sigma e all'asportazione di multiple
localizzazioni metastatiche diffuse tra addome superiore,
stomaco e mesos.
Si tratta di una chirurgia di citoriduzione estesa,
riservata a casi selezionati e particolarmente complessi, nei
quali l'obiettivo non è soltanto rimuovere la malattia visibile
ma ridurre in modo radicale il carico tumorale preservando, per
quanto possibile, equilibrio funzionale e qualità di vita della
paziente. Il percorso della paziente è al centro di uno studio
internazionale in corso di pubblicazione sulla rivista
scientifica Diagnostics dedicato ai tumori ginecologici rari
associati a mutazioni del gene STK11, una condizione eccezionale
nella pratica clinica. La letteratura scientifica internazionale
riporta infatti meno di trenta casi descritti di tumori ovarici
o annessiali associati a questa mutazione genetica. Si tratta di
neoplasie definite "ultra rare", caratterizzate spesso da un
comportamento biologico imprevedibile e potenzialmente
aggressivo.
"Dietro interventi come questo c'è un lavoro
multidisciplinare enorme, che unisce chirurgia, oncologia,
genetica, anestesia e ricerca - piega Macciò - La chirurgia
oncologica moderna oggi non è più soltanto tecnica chirurgica. È
capacità di prendersi cura della persona nella sua complessità,
costruendo percorsi sempre più personalizzati anche nei casi
più rari".
"L'obiettivo è continuare a rafforzare nell'Isola un polo
oncologico di alta specializzazione capace di offrire cure
qualificate anche nelle patologie più rare e difficili,
riducendo la mobilità sanitaria oltre Tirreno e permettendo ai
pazienti di affrontare percorsi di cura delicati restando vicino
ai propri affetti e al proprio contesto di vita", commenta il
direttore Generale Maurizio Marcias.
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