Dall'infarto all'ictus, fino alle
aritmie fatali, le principali droghe sono associate a un ampio
spettro di patologie cardiache. Anche la cannabis, avvertono i
cardiologi, aumenterebbe di sei volte il rischio di infarto del
miocardio e fino al 40% quello di ictus. È il messaggio lanciato
dal 57° Congresso Nazionale di Cardiologia dell'Associazione
Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), in corso a
Rimini, dove gli specialisti hanno evidenziato anche la
possibilità, in alcuni casi, di formulare una vera e propria
diagnosi di "malattia cardiovascolare da sostanze d'abuso".
"L'impatto dell'uso di sostanze sulle patologie cardiovascolari
rappresenta un problema clinico reale, sottostimato e ancora
insufficientemente indagato - spiega Domenico Gabrielli,
presidente della Fondazione per il Tuo Cuore e direttore della
Cardiologia dell'Ospedale San Camillo di Roma-. Le sostanze
d'abuso possono incidere direttamente sulla comparsa e
sull'evoluzione delle malattie cardiovascolari, modificandone
caratteristiche cliniche e prognosi". Secondo gli specialisti,
il rischio non riguarda soltanto i consumatori abituali o i
soggetti fragili: anche un uso occasionale può essere
sufficiente a scatenare eventi acuti, perfino in giovani
apparentemente sani. Alcol e tabacco, inoltre, incrementano il
rischio di complicanze acute. "Il danno cardiovascolare da
sostanze può manifestarsi in forma acuta o cronica e può essere
sintomatico o svilupparsi nel tempo in maniera subclinica -
continua Gabrielli-. Tra i segnali da non sottovalutare vi sono
dolore toracico, palpitazioni, mancanza di respiro e perdita di
coscienza. In presenza di questi sintomi è fondamentale, pensare
a salvaguardare la propria salute e chiedere prontamente aiuto
medico". Dal congresso arriva anche un richiamo alla prevenzione
e all'educazione dei più giovani. In questo contesto si
inserisce il progetto "Cuore e Droghe. Un cuore per amico",
promosso dalla Fondazione per il Tuo Cuore dei cardiologi Anmco
rivolto alle scuole. "Riconoscere il ruolo delle sostanze
d'abuso nelle malattie cardiovascolari è essenziale per
affrontare una problematica in crescita e per proteggere la
salute, soprattutto delle nuove generazioni - conclude Francesco
Ciccirillo, cardiologo della Asl Lecce e coordinatore nazionale
del progetto-. Fondamentale è anche il ruolo dei medici di
medicina generale e dei servizi per le dipendenze, chiamati a
riconoscere precocemente i segnali di rischio e indirizzare i
pazienti verso percorsi di riabilitazione multidisciplinari".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
