Le vaccinazioni hanno cambiato la storia della salute, ma i progressi che hanno prodotto sono fragilissimi e pronti a sgretolarsi non appena si abbassa la guardia. Lo ricordano, in occasione della Settimana europea dell'immunizzazione, che si celebra dal 19 al 25 aprile, la Commissione europea, l'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms e l'Ufficio regionale per l'Europa e l'Asia dell'Unicef. I numeri non lasciano adito a dubbi. Su scala globale, in un cinquantennio le vaccinazioni hanno salvato 154 milioni di vite. In Europa i risultati non sono meno eclatanti. Grazie alle vaccinazioni, la Regione europea dell'Oms "è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002", dal "2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%", ricordano le tre istituzioni europee. Tuttavia ci sono segnali di allarme: come conseguenza del calo delle coperture vaccinali, nel 2024 sono stati registrati 298 mila casi di pertosse e oltre 127 mila di morbillo, "il numero più alto degli ultimi 27 anni". Situazione simile in Italia. "Anche da noi ci sono malattie infettive come la polio, la difterite o la stessa rosolia di cui oggi non si registrano casi grazie alla copertura vaccinale che, però, deve essere mantenuta per non perdere i risultati ottenuti", ha affermato Anna Teresa Palamara a capo del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità.
"Per altre patologie, però, la situazione appare più complessa", aggiunge. "Il morbillo, ad esempio, è ancora ben presente e circolante nel nostro paese, con 529 casi registrati nel 2025. Fra gli esempi meno virtuosi potremmo citare anche l'Hpv". L'Hpv, o Papillomavirus umano, l'agente responsabile di diversi tumori come quello del collo dell'utero, è uno degli esempi di quanto possano essere ambiziosi gli obiettivi perseguiti attraverso le vaccinazioni. "L'eliminazione del cancro cervicale nell'Ue e nello Spazio economico europeo sta diventando un obiettivo raggiungibile, grazie ai programmi di vaccinazione contro l'Hpv", ha dichiarato il responsabile dell'Unità Malattie a Trasmissione Diretta e Malattie Prevenibili con Vaccino dell'European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), Bruno Ciancio. L'agenzia europea ha diffuso oggi un rapporto che ricorda come ormai tutti i Paesi dell'Ue e dello Spazio economico europeo raccomandano la vaccinazione per ragazze e ragazzi adolescenti. Certo, resta molto da fare sulle coperture vaccinali: alcuni Paesi - come Islanda, Portogallo, Norvegia - hanno superato la soglia del 90% di copertura con il ciclo di vaccinazione completo, mentre altri - per esempio Bulgaria, Romania, Slovacchia - sono lontani dalla sufficienza. L'Italia si situa in mezzo, con tassi di poco sopra il 50% per le ragazze e circa il 45% per i maschi.
Intanto non si arresta la ricerca. Nell'Unione Europea sono in fase di sviluppo 91 vaccini, ha ricordato Farmindustria, che ha sottolineato che per ogni euro investito in prevenzione si possono generare fino a 14 euro di benefici. È il momento che "la spesa per la prevenzione, e in particolare per l'immunizzazione, sia riconosciuta come investimento per la sostenibilità del servizio sanitario nazionale", ha detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria. Dal canto loro, i pediatri hanno ricordato che l'utilità delle vaccinazioni non si ferma all'infanzia. "La protezione deve accompagnare tutto l'arco della vita, dalle donne in gravidanza ai neonati, dai bambini agli adolescenti, fino all'età adulta", ha concluso il presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani.
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