Il Premio per la Ricerca Regina Elena
2026 è stato assegnato a Roberto Bellotti, rettore
dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, "per il suo
rilevante contributo nel campo della fisica medica e per lo
sviluppo di tecnologie avanzate per la diagnosi precoce delle
malattie neurodegenerative".
In particolare, spiega l'Ateneo barese in una nota, "gli
studi condotti nel settore della diagnosi precoce delle
patologie neurodegenerative, con un'attenzione specifica alla
malattia di Alzheimer, e la costante dedizione alla formazione
delle giovani generazioni rispecchiano una visione della ricerca
come strumento di progresso scientifico e, al tempo stesso, di
miglioramento concreto della qualità della vita delle persone".
Parte delle attività di ricerca di Bellotti e del suo gruppo di
lavoro è stata infatti dedicata "allo sviluppo di metodologie
innovative per l'analisi di immagini e segnali, finalizzate alla
diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, con
l'obiettivo di offrire strumenti di supporto alla pratica
clinica e assistenziale, favorendo interventi tempestivi e più
efficaci".
"Ricevere il Premio per la Ricerca Regina Elena 2026 -
dichiara il rettore - rappresenta per me un grande onore e un
riconoscimento che desidero condividere con tutte le colleghe e
colleghi che, nel corso degli anni, hanno contribuito con
passione e competenza ai percorsi di ricerca sviluppati
all'Università di Bari. Questo premio valorizza un lavoro
collettivo, costruito nel tempo, fondato
sull'interdisciplinarità e sulla convinzione che la ricerca
scientifica debba avere ricadute concrete sulla vita delle
persone".
Nel corso della cerimonia, al rettore Bellotti è stata
consegnata una scultura in ceramica realizzata dall'artista
Federico Paris. L'iniziativa è promossa dall'Associazione
Internazionale Regina Elena Odv, in collaborazione con
l'Associazione Giornalisti del Mediterraneo.
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