Il 12enne rimasto incastrato nel
tubo di aspirazione di una piscina idromassaggio di un hotel di
Pennabilli la domenica di Pasqua sarebbe deceduto per sindrome
da annegamento. Questa una prima conclusione a cui è giunto
l'esame autoptico eseguito questo pomeriggio e richiesto dalla
Procura della Repubblica. La sostituto procuratore Alessia Mussi
ha iscritto tre persone (direttore, amministratore della società
proprietaria della struttura e responsabile della manutenzione)
nel registro degli indagati per omicidio colposo.
La parte lesa è rappresentata dall'avvocato Umberto Gramenzi,
che assiste i genitori di Matteo. "Sono state riscontrate
lesioni alla gamba sinistra, verosimilmente dovute a un incastro
meccanico: le ferite partirebbero dalla caviglia, risalendo fino
al ginocchio e arrivando fino a circa tre quarti della coscia".
Stando ad una prima ricostruzione, fatta nell'immediatezza anche
dai carabinieri di Novafeltria che indagano sull'incidente, la
gamba di Matteo è stata risucchiata e bloccata nel bocchettone
della piccola piscina mentre nell'idromassaggio si trovavano
anche i genitori. Al termine degli esami, il corpo sarà
restituito alla famiglia e i funerali, per i quali non c'è
ancora una data, si terranno alla parrocchia frequentata da
Matteo a San Benedetto del Tronto.
All'autopsia hanno preso parte anche i consulenti di parte,
per la famiglia di Matteo Brandimarti il dottor Claudio Cacaci.
La difesa della società dell'hotel - rappresentata dall'avvocata
Michela Vecchi - ha invece nominato come consulente il dottor
Giuseppe Fortuni.
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