Il Sant'Orsola primo ospedale italiano a sostenere la campagna Emergency a Gaza

"La raccolta fondi 'Non uno di più' oggi tocca i 60mila euro"


L'Irccs Policlinico Sant'Orsola di Bologna aderisce formalmente, come primo ospedale italiano, a 'R1pud1a', la campagna di Emergency che dà sostegno alla popolazione di Gaza, richiamando i principi della Costituzione sul ripudio della guerra. A spiegarlo oggi, davanti al Policlinico alla presenza della direttrice generale Chiara Gibertoni e del personale ospedaliero, è stato Giorgio Monti, medico del pronto soccorso bolognese e medical coordinator della clinica a Gaza. Monti è anche coordinatore della campagna di raccolta fondi 'Non uno di più', arrivata oggi a 60mila euro.
    Lanciata lo scorso settembre dall'Ausl di Bologna insieme al Sant'Orsola, con il sostegno del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, la raccolta, "vuole raggiungere 100mila euro, per supportare le attività nella clinica di Emergency a Gaza", hanno ricordato i presenti.
    "La scorsa estate - ha spiegato Monti - Zuppi aveva fatto leggere i nomi dei 12mila bambini morti a Gaza. Oggi sono diventati 21mila. Per questo, c'è bisogno di stare a Gaza, e portare avanti un progetto che sta andando bene: vediamo 500 persone al giorno, abbiamo un consultorio materno infantile, un piccolo Pronto Soccorso, con un progetto con Unicef curiamo i bambini per ridurre la malnutrizione. Per questo tornerò la prossima settimana".
    A Gaza, ha aggiunto, "non entrano le medicine o il cibo: bisogna che si sappia che la situazione sta peggiorando. I corridoi umanitari non sono aperti, sono uscite 500 persone in sei mesi, a fronte di oltre 18mila malati che aspettano di essere evacuati, fra cui 4mila bambini e 4mila malati di cancro". Alla campagna di raccolta fondi, fa sapere infine il Policlinico, si può continuare a contribuire donando direttamente dal sito del Sant'Orsola.
   

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