Un grappolo di fiori gialli simili al
glicine custodisce la chiave per la cessazione dal fumo. Si
tratta del Cytisus laburnum, noto anche come maggiociondolo,
pianta della famiglia delle Leguminose da cui si estrae la
citisina, un principio attivo che compone il primo farmaco che
ha ottenuto la rimborsabilità da parte del servizio sanitario
nazionale. Appena inserito in Gazzetta Ufficiale e ora
disponibile per i fumatori italiani che desiderano smettere. I
medici dei 110 centri anti fumo in Italia ne hanno analizzato i
dati nel corso di un convegno a Roma.
Già presente nelle linee guida dell'OMS (2024), la sostanza era
già inserita nell'elenco delle "molecole essenziali" nel 2025,
ed è in utilizzo in diversi paesi europei. La citisina agisce
sugli stessi recettori attivati dalla nicotina, attenua i
sintomi dell'astinenza prodotti dalla sospensione del fumo di
nicotina, e bloccando i recettori presenti nel nostro cervello,
riduce tutti i sintomi che si presentano nelle fasi di astinenza
da nicotina (irritabilità, disforia, insonnia, ansia).
Se il farmaco è stato riconosciuto come uno strumento valido
per aiutare i 12 milioni e mezzo di fumatori italiani a
smettere, è però necessario che il paziente (soprattutto se si
tratta di un forte fumatore) venga sostenuto da un centro
specializzato. La citisina viene somministrata per via orale per
25 giorni, con una riduzione progressiva della posologia.
Claudio Leonardi, Presidente della SIPAD, la Società Italiana
Patologie da Dipendenza spiega che la cessazione completa del
consumo di tabacco dovrebbe avvenire entro il quinto giorno
dall'inizio del trattamento. Ma per oltre la metà dei pazienti
potrebbe essere necessario un secondo ciclo.
"E' un'opzione terapeutica di prima linea" sottolinea il Fabio
Beatrice, Primario Emerito dell'Ospedale San Giovanni Bosco di
Torino e Direttore Scientifico del MOHRE, l'Osservatorio per
riduzione del danno "e considerando la trasversalità dei danni
da fumo, il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione
dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e
cardiologi territoriali, dei professionisti dei SerD".
Il disturbo da uso di tabacco è responsabile di oltre 90.000
morti ogni anno in Italia e i costi sanitari diretti e indiretti
superano i 26 miliardi di euro l'anno.
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