Ocse, le diagnosi di autismo aumentate da 2 a 4 volte in 15 anni

Rapporto su 11 paesi, tra le ragioni l'aumento della sorveglianza e l'evoluzione dei criteri diagnostici


Le diagnosi di autismo sono in rapido aumento in diversi paesi Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che comprende in tutto 38 paesi nel mondo), con tassi di crescita annuali medi che si aggirano in genere intorno al 6-10% nell'ultimo decennio. Questa crescita annuale si traduce nell'arco di 15 anni in oltre un raddoppio dei casi (+2,5 volte se l'aumento annuale è del 6%) fino a un numero di casi quadruplicato in 15 anni (+4 volte se l'aumento annuale è del 10%). È quanto emerge nel rapporto Ocse dal titolo Policy Responses to Rising Autism Diagnoses in Childhood che, però, non comprende tutti i paesi, ma solo Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Israele, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. L'Italia resta assente, ma, secondo quanto riferito all'ANSA da Giovanni Marino, Presidente Angsa, Associazione Nazionale Genitori persone con Autismo, "anche nel nostro Paese si registrano aumenti costanti dei casi, ma abbiamo solo dati statistici. Tuttavia - sostiene - riteniamo che l'aumento delle diagnosi registrato negli ultimi tempi sia soprattutto attribuibile ad un aumento reale dei casi, laddove invece la maggiore consapevolezza della malattia e le diagnosi sempre più accurate erano i principali motivi alla base dell'aumento dei casi che si è registrato tra la fine del secolo scorso ed i primi anni 2000".

A una settimana esatta dalla Giornata Mondiale della consapevolezza sull'Autismo, che si celebra il 2 aprile, il rapporto Ocse fa il punto su alcuni dei problemi che restano aperti nella gestione di questo complesso e sfaccettato disturbo che in Italia si stima riguardi un bambino su 77, secondo quanto riportato dall'Iss. Si stima che il disturbo dello spettro autistico interessi i maschi 4 volte più delle femmine. Nel rapporto Ocse spicca il dato israeliano: la crescita annuale eccezionalmente elevata in Israele (+16% annuo) corrisponde a un aumento di quasi 10 volte in 15 anni; Israele, si rileva inoltre nel rapporto, è l'unico tra i paesi esaminati dove avendo una diagnosi di autismo si acquisisce il diritto all'assegno per figli disabili. Questo rapido aumento dei casi, si legge ancora nel rapporto, riflette diversi fattori tra cui l'evoluzione dei criteri diagnostici, la crescente consapevolezza dell'autismo, la sorveglianza precoce dello sviluppo.

Di conseguenza, la domanda di valutazioni diagnostiche è cresciuta in molti paesi e, in alcuni casi, è stata accompagnata da una crescente domanda di sostegno finanziario e servizi specializzati, in particolare interventi precoci nell'infanzia e un'offerta educativa personalizzata. Secondo l'Ocse, la capacità dei sistemi diagnostici pubblici non è tuttavia sempre stata al passo con la crescente domanda. Molti paesi segnalano lunghi tempi di attesa per le diagnosi in strutture pubbliche e una carenza di professionisti qualificati. Inoltre, le evidenze dimostrano costantemente che i sistemi diagnostici tendono a favorire le famiglie con livelli più elevati di alfabetizzazione sanitaria, competenza linguistica e risorse per orientarsi in percorsi complessi. In diversi paesi (ad esempio Australia, Francia, Israele, Regno Unito), i tempi di attesa e la carenza di personale spingono le famiglie verso valutazioni private. Inoltre, persistono disparità nei tassi di diagnosi tra i sessi, i gruppi socioeconomici ed etnici: ragazze e donne possono rimanere senza diagnosi più a lungo e i bambini provenienti da famiglie svantaggiate possono incontrare ostacoli all'accesso alla valutazione. Queste disuguaglianze evidenziano l'importanza di percorsi diagnostici strutturati, di alta qualità ed equi, conclude il rapporto.

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