Crescono i no a donazione organi al rilascio carta identità, soprattutto giovani

Centro trapianti, 'più rifiuti tra 18-30enni'. Opposizioni passano da 36% a 40% in un anno


Aumenta il numero di coloro che, al momento del rilascio della carta d'identità elettronica, dichiarano di non voler donare i propri organi ed il 'no' arriva soprattutto dai più giovani, nella fascia d'età tra 18 e 30 anni. Su 3.782.100 dichiarazioni di volontà (positive o negative) raccolte nel 2025 dai Comuni italiani, i consensi sono stati 2.266.917, pari al 59,9% (a fronte del 63,7% del 2024), mentre le opposizioni sono state 1.515.183, pari al 40,1% (a fronte del 36,3% dell'anno precedente). È quanto emerge dal Report preliminare 2025 presentato oggi dal Centro Nazionale Trapianti.

    Aumenta però anche il numero di cittadini che registrano la propria volontà (positiva o negativa) al momento del rilascio del documento: nel 2025 è stato il 59,2% degli oltre 6,3 milioni di richiedenti.
    L'aumento dei 'no' ha riguardato tutte le regioni italiane e tutte le fasce demografiche, in particolare i 18-30enni, tra i quali le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%.

    Complessivamente, nel Sistema informativo trapianti, al 31 dicembre 2025, erano presenti 24.841.250 dichiarazioni di volontà: 16.990.804 consensi (68,4%) e 7.850.446 opposizioni (31,6%). Stabili invece le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori: la percentuale dei 'no' è stata del 28,8, +0,1% rispetto al 2024.
    Cresce infine, il numero degli iscritti attivi nel Registro italiano donatori midollo osseo (Ibmdr): nel 2025 arrivano a quota 525.682 (+2,6%), grazie al reclutamento nel 2025 di altri 30.872 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni. 
   

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