Alzheimer, verso un tampone nasale per la diagnosi precoce

Il prelievo delle cellule indica alterazioni presintomatiche


Verso un tampone nasale da fare in regime ambulatoriale per la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer, prima ancora della comparsa dei sintomi: è la quanto indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto da ricercatori della Duke University School of Medicine in Usa.

Lo studio ha utilizzato un tampone delicato, inserito nella parte più profonda del naso, per raccogliere cellule nervose e immunitarie. Analizzando queste cellule, i ricercatori hanno individuato un'attività dei geni ben definita che distingue le persone con Alzheimer in fase iniziale o già diagnosticato da quelle sane. La procedura per la raccolta delle cellule richiede solo pochi minuti. Dopo aver applicato uno spray anestetico, un medico introduce un minuscolo spazzolino nella parte superiore del naso, dove si trovano le cellule nervose responsabili della percezione degli odori. I ricercatori studiano quindi le cellule raccolte per individuare i geni attivi, un indicatore di ciò che sta accadendo all'interno del cervello.

Lo studio ha confrontato campioni prelevati da 22 partecipanti, misurando l'attività di migliaia di geni in centinaia di migliaia di singole cellule, per un totale di milioni di dati. Il tampone nasale è stato in grado di rilevare precocemente alterazioni nelle cellule nervose e immunitarie anche su persone che mostravano segni di Alzheimer rilevabili in laboratorio, ma che non presentavano ancora sintomi. Gli esperti hanno poi messo a punto un vero e proprio punteggio combinato del tessuto nasale per distinguere correttamente i soggetti con Alzheimer in fase iniziale e conclamato dai soggetti sani.

Secondo gli esperti il loro esame 'supera' quelli basati su prelievi di sangue in quanto potrebbe fornire un'indicazione più precoce e diretta dei cambiamenti correlati alla malattia, contribuendo a identificare prima le persone a rischio. Il team della Duke, in collaborazione con il Duke & UNC Alzheimer's Disease Research Center, sta estendendo la ricerca a gruppi più ampi e sta valutando se il tampone possa aiutare a monitorare l'efficacia dei trattamenti nel tempo. La Duke University ha depositato un brevetto statunitense relativo a questo approccio. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi su www.ansa.it