Un beneficio significativo in termini
di sopravvivenza globale, con una riduzione del rischio di morte
del 24% rispetto al solo trattamento con la molecola
enzalutamide negli uomini con carcinoma prostatico metastatico
resistente alla castrazione e metastasi ossee. È quanto emerge
dai risultati finali dello studio di fase 3 'Peace-3' che ha
valutato gli effetti del trattamento di prima linea con
l'inibitore del recettore degli androgeni (Ari) enzalutamide in
combinazione con il radiofarmaco radio-223 dicloruro. I dati
sono stati presentati in una sessione dell'American Society of
Clinical Oncology Genitourinary Cancers Symposium del 2026 e
pubblicati su Annals of Oncology.
"Nonostante i recenti progressi nella cura del carcinoma
prostatico, molti uomini con tumore della prostata metastatico
resistente alla castrazione e metastasi ossee continuano a fare
i conti con una prognosi sfavorevole e con un alto rischio di
progressione della malattia -, ha spiegato Franco Nolè,
direttore dell'oncologia medica urogenitale e cervico facciale
dell'Istituto europeo di oncologia di Milano, sperimentatore e
autore dello studio -. I risultati di Peace-3 mostrano che
iniziare enzalutamide in combinazione con radio-223 dicloruro,
assieme alle strategie terapeutiche che proteggono la salute
dell'osso, può aiutare i pazienti a vivere più a lungo,
supportandoli a preservare la funzionalità e conservare la
propria indipendenza più a lungo".
La sopravvivenza globale mediana è stata di 38,2 mesi con
enzalutamide più radio-223 rispetto a 32,6 mesi con il solo
enzalutamide. Questi risultati finali di sopravvivenza globale
si aggiungono all'analisi primaria, pubblicata su Annals of
Oncology, che ha mostrato un miglioramento significativo della
sopravvivenza libera da progressione radiologica con la
combinazione rispetto al solo enzalutamide (19,4 e 16,4 mesi
rispettivamente).
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