Terapia sperimentale con staminali contro la fragilità degli anziani

Con cellule da donatore. Sperimentzione in fase 2 su 148 pazienti


Una terapia sperimentale con cellule staminali potrebbe trattare la fragilità negli anziani, che aumenta il rischio di cadute e infezioni: è quanto suggerito in uno studio clinico di fase 2 pubblicato su Cell Stem Cell, secondo cui un'infusione di cellule staminali provenienti da persone giovani e sane in individui anziani migliora significativamente la loro mobilità. Lo studio è firmato da Joshua Hare di Longeveron, un'azienda biotecnologica di Miami, in Florida, insieme a diversi enti di ricerca e università tra Usa e Giappone.

    La terapia, chiamata laromestrocel, è composta da cellule staminali mesenchimali (che possono maturare formando diversi tipi di cellule, tra cui muscoli e cartilagine) prelevate da donatori di midollo osseo sani di età compresa tra 18 e 45 anni.
    Dopo il successo ottenuto negli studi clinici in fase iniziale sulla fragilità, che colpisce circa 1 persona su 4 di età pari o superiore a 65 anni, gli esperti hanno testato diverse dosi di laromestrocel confrontando le infusioni di staminali con un placebo su un gruppo più ampio di 148 persone.

    Per valutare l'efficacia della cura sperimentale i ricercatori hanno misurato la distanza percorsa dai partecipanti, di età compresa tra 74 e 76 anni in 6 minuti prima e dopo la somministrazione di laromestrocel (il parametro della distanza in 6 minuti è stato correlato in diversi studi allo stato di salute e alla longevità). Hanno scoperto che una singola infusione migliora le loro prestazioni in modo dose-dipendente, senza gravi problemi di sicurezza. Ad esempio, sei mesi dopo le infusioni coloro che hanno ricevuto la dose massima sono riusciti a percorrere 41 metri in più rispetto a chi ha ricevuto il placebo, raggiungendo i 63 metri dopo nove mesi.

    Secondo il team, il laromestrocel potrebbe contribuire a rigenerare il sistema vascolare, con effetti benefici sui muscoli e quindi sulla resistenza.
    Naturalmente la fragilità nell'anziano è una condizione complessa e sfaccettata, e serviranno altri studi per confermare sicurezza e reale utilità di questa terapia sperimentale.
   

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