La chirurgia plastica cerca la sua etica, fuori dai dictat dei social

Il chirurgo Spaziante racconta in un libro la sua chirurgia dell'anima


Esiste una chirurgia plastica etica, che non vuole essere un passaporto per l'omologazione, per la perdita di identita', ma al contrario un processo di autoguarigione, di consapevolezza al fine di assumere decisioni che portano ad un maggior benessere psicologico e fisico. E' questo il senso del volume 'Chirurgia dell'Anima: oltre alla forma, verso l'essenza' (Autoritas Editore) del chirurgo Luca Spaziante, dirigente presso la Scu Chirurgia lo Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell' Aou Citta' della Salute di Torino, presentato oggi in Senato, in Sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama. Un incontro promosso dalla senatrice Paola Ambrogio e da Radio Parlamentare-Percorso Consapevole.
    "In Senato - spiega Spaziante - perche' la salute e' un tema della politica e perche' la chirurgia plastica nella quale credo va nel senso della definizione di salute che diede l'Oms nel 1948, non assenza di malattia bensi' stato di benessere psicofisico e sociale".
    Spaziante, da anni in prima fila nella chirurgia ricostruttiva, aggiunge: "in molti casi un intervento di chirurgia plastica e' un primo passo per il processo di guarigione e rinascita di una persona con un problema profondo.
    Un bravo chirurgo dovra' sempre essere pronto a dire No ad interventi non giusti e privi di un vero significato, e non dovra' mai 'trasformare' nulla, ma correggere senza stravolgere, rivelando identita' e integrita'. C'e' un' etica del No nella buona medicina alla quale bisogna sempre attenersi".
    Da sempre spinto a promuovere la 'buona chirurgia plastica', da lui considerata come un settore della sanita' in senso assoluto, sia presso gli studenti di Medicina, sia tra i pazienti, Spaziante tiene corsi divulgativi e ha deciso di scrivere il libro come strumento di lavoro. 'Mi sento un'operaio della bellezza - aggiunge - intesa come valore umano da perseguire. Sono figlio di una pittrice e di un architetto e sono stato ossessionato fin da ragazzo dal senso dell'armonia, dell'equilibrio e del bello. E la mia passione per l'arte ha contribuito a forgiare il mio pensiero. Ho eseguito e partecipato a migliaia di interventi condividendo la gioia dei pazienti che nella maggior parte dei casi hanno ritrovato la gioia di vivere, di lavorare, di amare".
    E questo vale, ha concluso il medico, "in modo diverso a secondo delle necessita', penso all'approccio ad un intervento di ricostruzione del seno in una donna con un tumore, alla ricostruzione del tessuto cutaneo distrutto dalle fiamme come nel caso degli adolescenti vittime della tragedia di Crans Montana o di lavoratori ustionati. In tutti, come anche in una donna o un uomo che hanno perso l'amore per se stessi, e l'autostima, c'e' una domanda di aiuto, di equilibrio, di benessere e quindi di salute. Purche' si tratti di quella che io chiamo chirurgia dell'anima, che non ha nulla a che fare con la rincorsa dei modelli propagati dai social, labbroni innaturali, occhi da felino, seni sproporzionati, pelle tirata e liscia come in realta' non esiste. La bellezza non e' l'omologazione, ma l'equilibrio delle proprie imperfezioni. Siamo tutti meravigliosamente diversi, questo e' il concetto di partenza.
    Arrivano spesso da noi chirurghi giovani donne e anche uomini con immagini di influencer famosi per chiedere nasi, occhi, forme, pelle liscia come hanno loro, ma quelle forme, quella pelle marmorea sono irreali, sono frutto di filtri". Chiosa Spaziante - questo a me sembra un tema non solo sanitario, ma anche sociale e politico, ecco perche' sono molto felice di essere oggi in questo luogo delle istituzioni".
    All'incontro erano presenti, tra gli altri, Livio Tranchida, direttore generale dell'Aou Citta' della Salute e della Scienza di Torino, Maurizio Pompili, direttore dell' Uoc di Psichiatria Aou Sant'Andrea di Roma, Francesco De Lorenzo della Favo, medici, oncologi e ginecolgi.
   

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