Raccontare la ricerca nella sua dimensione di motore di sviluppo per il Paese. E' l'obiettivo di 'Ricerca circolare', la nuova campagna promossa da Roche, che vuole accendere i riflettori sulla ricerca nella sua "valenza più autentica, quella di un motore spesso invisibile che trasforma dati e sperimentazioni in innovazione concreta per i pazienti e il Sistema Paese".
Il progetto si sviluppa con 'Ricerca Circolare Magazine', rivista semestrale da oggi disponibile in edicola e in digitale alla quale sarà possibile abbonarsi gratuitamente, e con gli incontri 'Ricerca Circolare Lab', dedicati a valorizzare la ricerca e il suo impatto sui settori che ne beneficiano. I Lab metteranno in relazione ricerca e mondo produttivo - dall'economia alla sostenibilità - approfondendo l'impatto lungo tutta la filiera e il suo valore per il Paese. L'obiettivo, spiegano i promotori dell'iniziativa, è "rafforzare il riconoscimento della ricerca come bene comune e leva strategica per l'innovazione. Quello della ricerca è infatti un motore di sviluppo in grado di generare valore non solo per la salute, ma anche sul piano sociale ed economico, a beneficio dell'intero Sistema Paese".
L'iniziativa nasce da un dato chiaro: l'Italia, pur forte di eccellenze riconosciute a livello internazionale, sta perdendo terreno nell'attrattività degli investimenti in ricerca, scivolando dietro a Paesi come la Spagna, la Francia e la Germania. Una tendenza che va oltre i numeri: meno studi clinici si traducono in meno opportunità per i pazienti di accedere a terapie innovative e, di conseguenza, in un possibile impatto sugli esiti di salute. Al tempo stesso, la ricerca clinica genera benefici concreti per il Sistema nel suo complesso, contribuendo a rafforzare competenze, attrarre investimenti sul territorio e produrre ricadute economiche e organizzative positive per centri di ricerca e strutture sanitarie. Questi temi sono stati al centro del primo appuntamento di 'Ricerca Circolare Lab', che ha riunito a Monza rappresentanti del mondo istituzionale, scientifico e del terzo settore, ribadendo la necessità di un confronto continuo e strutturato tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni pazienti e cittadini per affrontare insieme le sfide presenti e future legate alla salute e alla sostenibilità della ricerca nel nostro Paese.
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