"È il concretizzarsi di un nuovo
modello di assistenza - ha detto Riccardi - che, grazie alle
semplificazioni offerte dalla tecnologia, affida alle farmacie
un ruolo strategico di presidio capillare sul territorio. I
risultati più che soddisfacenti della sperimentazione ci
consentono ora di estendere questa modalità innovativa a tutto
il Fvg, mettendola a disposizione dei circa 32.000 pazienti
diabetici che utilizzano questi dispositivi".
I pazienti diabetici potranno chiedere una volta all'anno al
proprio medico, pediatra o specialista la prescrizione dei
dispositivi di controllo e ritirarli, ogni due mesi o con altra
scadenza, nelle farmacie che fanno la distribuzione, presentando
tessera sanitaria o promemoria cartaceo. "Questa novità riduce
di molto il lavoro burocratico dei medici: invece di sei o 12
ricette all'anno, ne basterà una. Così il lavoro del
professionista diventa più semplice e la vita dei pazienti più
facile, migliorando anche l'assistenza vicino a casa". Chi
aderirà a questa modalità sarà seguito costantemente, con
controlli su tipo di diabete e andamento della malattia. Alla
sperimentazione nella zona dell' Azienda sanitaria Friuli
Occidentale, realtà modello, ha aderito il 60 per cento dei
medici e il 50 per cento dei pazienti, e tutti hanno espresso
alto grado di soddisfazione. Visti i risultati e le prospettive
di una partecipazione ancora più ampia, è stata prevista la
sostituzione del glucometro per metà della popolazione
coinvolta, così da ampliare i benefici. Il progetto, che si
avvale della rete capillare delle farmacie per un servizio
efficiente e sicuro, coinvolge in un'unica rete struttura
diabetologica, specialisti, medici di base, pediatri, farmacie
convenzionate. L'iniziativa mira a rafforzare l'assistenza sul
territorio e a sviluppare una 'Farmacia dei Servizi' integrata
con il sistema sanitario, avviando anche due progetti: per
migliorare costanza e correttezza nell'assunzione delle terapie,
per promuovere screening per individuare casi di diabete non
ancora diagnosticati.
"Questa evoluzione dell'assistenza di prossimità - ha detto
Riccardi - traccia una rotta chiara: consolidare, con il
contributo dei professionisti (cui va gratitudine), il modello
di farmacia dei servizi, presidio essenziale anche nelle aree
più periferiche; e, sul piano medico, migliorare l'aderenza
terapeutica, ridurre sprechi, potenziare l'efficacia delle cure
e ampliare gli screening per intercettare il diabete in fase
precoce". Per l'assessore la gestione evoluta della cronicità,
sostenuta da tecnologia di ultima generazione, con la
razionalizzazione dei servizi e il coinvolgimento delle reti
territoriali, è la prospettiva immediata. "L'innovazione oggi
formalmente introdotta - ha concluso - è un passo in questa
direzione".
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