Al Gaslini 1^ meeting internazionale sindrome Skraban-Deardorff

Organizzata con UniGe. E' malattia genetica rara


Sulla scia della Giornata Internazionale della Sindrome di Skraban-Deardorff, l'Istituto Giannina Gaslini e l'Università di Genova hanno acceso i riflettori su questa rara malattia genetica del neurosviluppo, ancora poco conosciuta ma oggetto di crescente interesse scientifico, nell'ambito del primo meeting internazionale europeo dedicato alla sindrome, che si è svolto a Genova dal 31 luglio al 3 agosto. L'evento, promosso dall'associazione SorrisInvincibili in collaborazione con l'Istituto Gaslini e l'Università di Genova, ha avuto il patrocinio della Fondazione Skdeas Philadelphia e della Regione Liguria. Durante le giornate del 1° e 2 agosto, il Gaslini è stato protagonista di alcuni dei momenti centrali dell'incontro. Il 1° agosto si è svolta l'inaugurazione della nuova stanza multisensoriale, che le famiglie presenti hanno potuto visitare in piccoli gruppi nel corso della mattinata. Il giorno successivo, presso l'Aula Magna del Gaslini, si è tenuto un tavolo di lavoro tra le famiglie e un team medico specializzato dell'Istituto, organizzato con il supporto del Centro Formazione e coordinato dal professor Pasquale Striano, direttore di Neurologia pediatrica e Malattie Muscolari, con Francesca Faravelli responsabile della Genomica e Genetica Clinica e Valeria Capra afferente alla Genomica e Genetica Clinica e con Antonella De Lillo, ricercatrice postdoc di UniGe presso l'Istituto Gaslini. "Questo meeting internazionale ha rappresentato un'occasione preziosa non solo per fare il punto sulle più recenti scoperte scientifiche riguardanti la sindrome da mutazioni del gene WDR26, ma anche per sensibilizzare l'opinione pubblica, le istituzioni e tutti gli attori coinvolti sulla necessità di sostenere la ricerca in questo campo. È fondamentale comprendere che ogni gesto, anche piccolo, può fare una grande differenza nella vita di tanti bambini e delle loro famiglie che quotidianamente affrontano sfide complesse legate alle malattie genetiche rare" ha detto Striano.
    "La partecipazione attiva delle famiglie è fondamentale per costruire un percorso di cura realmente efficace e personalizzato - ha detto De Lillo -. Ascoltando le loro esperienze e necessità si può davvero migliorare l'approccio terapeutico e sviluppare soluzioni che rispondano alle sfide quotidiane del paziente. Questo meeting ci ha permesso di rafforzare una collaborazione preziosa, che mette al centro il benessere dei pazienti e il sostegno alle loro famiglie"
   

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