Il tumore condizionava ovviamente
in modo pesante la vita della paziente e non lasciava tuttavia
alcuna speranza di guarigione.
Quando si parla di masse giganti si fa riferimento a
formazioni che occupano interamente l'addome, causando sintomi
come dolore, gonfiore, difficoltà digestive e compressione degli
organi vicini.
La stessa equipe del Cro aveva eseguito l'anno scorso un
intervento simile, ma quest'ultimo è stato invece reso
particolarmente complesso e delicato per l'associata presenza di
oltre 16 litri di liquido all'interno della cavità addominale.
Gli specialisti parlano di sinergia tra il personale della
chirurgia e dell'anestesia che ha permesso di eseguire
l'intervento in sicurezza, dando alla paziente concrete
possibilità di guarigione.
"Gli accertamenti preoperatori indicavano la presenza di un
quadro ai limiti dell'operabilità - spiega il dottor Belluco -
Abbiamo accettato la sfida e questo ci ha ripagati: la massa,
infatti, è risultata completamente asportabile, addirittura
senza dover sacrificare altri organi. La rarità di questo tipo
di tumori impone una divulgazione scientifica del caso, poiché
questa esperienza potrà risultare utile anche per il trattamento
di altri pazienti con quadri clinici simili".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA