Un impianto mini-invasivo corregge la curva della cornea

A start-up triestina 450mila euro da fondazione Enea


Un impianto intracorneale mini-invasivo in nitinol, il primo nel suo genere, pensato per correggere le deformazioni della cornea causate dal cheratocono, una patologia progressiva che colpisce la vista e può portare a gravi distorsioni visive. Si tratta di 'Grosso implant', prodotto da Recornea, star-up attiva nel settore medtech oftalmico con sede a Trieste, che riceverà un investimento di 450mila euro da Enea Tech e Biomedical, fondazione di diritto privato vigilata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero della Salute.
    L'impianto è progettato per ripristinare la curvatura fisiologica della cornea attraverso una sofisticata struttura reticolare a forma di cupola, composta da un anello periferico e una trama interna di fasci intersecanti.
    "Questa start-up rappresenta un esempio virtuoso di innovazione applicata alla salute: con una tecnologia brevettata, un piano di crescita ambizioso e un team altamente competente, la società è ben posizionata per affrontare le sfide del mercato oftalmico globale - ha dichiarato Maria Cristina Porta, direttrice generale di Enea Tech e Biomedical -. Siamo orgogliosi di sostenere un progetto con potenziale di impatto significativo nella vita dei pazienti affetti da cheratocono. L'investimento in Recornea rappresenta un'opportunità strategica per contribuire allo sviluppo di soluzioni biomedicali d'avanguardia interamente Made in Italy".
   

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